domenica 9 dicembre 2007

Dichiarazione d'intenti

Noi, donne e uomini che abbiamo partecipato all'Assemblea generale della sinistra e degli ecologisti, siamo impegnati nella costruzione di un nuovo soggetto della sinistra e degli ecologisti: unitario, plurale, federativo. L'Italia moderna, nata dalla Castituzione repubblicana, democratica e antifascista, ha bisogno di una sinistra politica rinnovata. Il mondo chiama a nuove culture critiche, che conservano la memoria del passato e tengono lo sguardo rivolto al futuro.

Questi sono i nostri principi: uguaglianza, giustizia, libertà; pace, dialogo di civilità; valore del lavoro e del sapere; centralità dell'ambiente; laicità dello Stato; critica dei modelli patriarcali maschilisti.

Il soggetto della sinistra e degli ecologisti oggi parte. Crescerà attraveso un processo popolare, democratico e partecipato, aperto alle adesioni collettive e singole, per radicarsi nella storia del Paese. L'ambizione è quella di costituire non una forza minoritaria, ma una forza grande ad autonoma, capace di competere per l'egemonia, influente nella vita della società e dello Stato, che pesi nella realtà politico-sociale del centorsinistra. Un soggetto capace di contrastare le derive populiste e plebiscitarie, figlie di una politica debole e della separazione tra potere e cittadini. Un protagonista in Italia, interno ai movimenti, collegato ai grupi e ai partiti più importanti della sinistra e dell'ambientalismo in Europa.

La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è del lavoro e dell'ambiente. La globalizzazione liberista si è retta su una doppia svalorizzazione: del lavoro umano e delle risorse naturali. La riduzione a merce provoca la doppia rottura degli equilibri sociali e degli equilibri ambientali. Intollerabile crescita delle diseguaglianze e insostenibili cambiamenti climatici hanno una comune origine e portano alla stessa risposta: un altro mondo è possibile.

Mettere in valore l'ambiente e il lavoro (in tutte le sue forme, da quelle oggi più ripetitive alle più creative) è il cuore di un pensiero nuovo, che non rinuncia a coltivare in questo mondo la speranza umana. In Occidente, ciò comporta innanzitutto alzare la qualità del lavoro, combattere il precariato, modificare gli stili di vita, contrastare la discriminaizone verso le donne. Comporta la difesa e il rinnovamento dello Stato sociale, e la progettazione di una riforma più grande di quella che portò allo Stato sociale: una società non consumista, un'economia non dissipativa ed ecologica, una tecnologia più evoluta. Un nuovo inventario dei beni comuni dell'umanità: acqua, cibo, salute, conoscenza. La conoscenza deve crescere ed essere distribuita: impossibile, senza la libertà della cultura, dell'informaizone, della scienza e della ricerca, e senza la lotta conseguente contro le regressioni tribali, etniche, nazionaliste, fondamentaliste. Il dialogo tra culture e civiltà diverse, aperto a nuove scritture universalistiche dei diritti sociali e dei principi di libertà, è tanto più essenziale nell'epoca delle grandi migrazioni, del web e della comunicazione globale.

La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è della pace. Lo spirito della guerra minaccia l'umanità. Ecco di nuovo la corsa al riarmo: cresce vertiginosamente la spesa per armamenti convenzionali, chimici, batteriologici, nucleari. Saltano le firme sui Trattati di riduzione e controllo degli armamenti. L'Europa è uno degli epicentri della corsa. Ora, è il momento di fermarla. La pace, che ha visto scendere in campo il più grande movimento di massa del dopoguerra, particolarmente in occasione della guerra irachena, è la carta vincente. La pace è possibile in un mondo multipolare. I fatti hanno già dimostrato che il mondo non è governabile da un unico centro di comando. Anche per questo c'è bisogno di un'Europa più forte ed autonoma.

La sinistra/l'arcobaleno che vogliamo è delle libertà individuali e collettive. Le libertà possono crescere solo in uno Stato laico. Per questo la laicità dello Stato è un bene non negoziabile. Uno Stato laico riconosce le forme di vita e le scelte sessuali di tutte e di tutti. Si regge sul rispetto di tutti i sistemi di idee, di tutte le concezioni religiose, di tutte le visioni del mondo. Combatte l'omofobia e il maschilismo. Assume dal femminismo la critica delle strutture patriarcali e il principio della democrazia di genere. Crea le condizioni sociali ed istituzionali per rendere effettivi i diritti e le scelte libere di tutte e di tutti.

La sinsitra/l'arcobaleno che vogliamo guarda ad una nuova stagione della democrazia italiana. Pronta ad assumersi, oggi e in futuro, responsabilità di governo, od esercitare la sua funzione dall'opposizione. I temi all'ordine del giorno sembrano "autorità, governabilità, decisione", non si vede che quelli veri sono l'autorevolezza e la legittimazione, una nuova capacità di rappresentanza politica, in un rapporto dialettico con l'autonomia della rappresentanza sociale, a partire dai grandi sindacati di categoria e confederali.

La sinistra/l'arcobaleno contribuirà a rinnovare il sistema politico e le forme della partecipazione democratica, contrasterà l'antico trasformismo. Se c'è declino italiano, esso dipende dal corporativismo, dal dilagare del privilegio e dell'ineguaglianza; dalla debole innovazione, dalla perdita di coesione, dalla diffusa illegalità; dalla pèerdita della capacità di indignarsi verso quello stato di violenza assoluta che si chiama mafia, 'ndrangheta, camorra; dall'oblio della questione morale. Riformare la democrazia e la politica vuol dire nutrire di valori un progetto di società.

Noi, partecipanti all'Assemblea generale della sinistra e degli eoclogisti, ci rivolgiamo alle forze politiche, ai gruppi organizzati, ai movimenti, al popolo della sinsitra, a tutte le singole persone che vogliono partecipare ativametne alla costruzione el nuovo soggetto federativo. In una discussione aperta e libera sulle idee, gli obiettivi, i programmi, le forme di organizzazione e di rappresentanza.

Venite, diventate parte di un progetto che può cambiare profondamente la situaizone italiana e influenzare la politica europea.

venerdì 16 novembre 2007

Rifondiamo l'agenda...

  • 17 Novembre: Genova, Manifestazione nazionale, "Verità e Giustizia per Genova"
(info: Giovani Comunist*)
  • 24 Novembre: Roma, Manifestazione nazionale contro la violenza sulle donne
  • 1 Dicembre: Roma, Manifestazione nazionale, "Ripubblicizzare l'acqua, Difendere i beni comuni"

lunedì 22 ottobre 2007

Vènti d'ottobre

Come sempre, noi c'eravamo...

Per vedere le foto della grande manifestazione del 20 ottobre consultate la nostra galleria fotografica su Flickr.

PS: le compagne e i compagni del circolo di Ferrandina in possesso di altro materiale sono pregati di inviarlo all'indirizzo prcferrandina@libero.it

giovedì 18 ottobre 2007

"Devo concludere il mio lavoro"

Intervista all'assessora provinciale Rosa Rivelli (PRC). "Non sono una professionista della politica, la verifica mi interessa solo se verte sul programma"

MATERA – Il suo è un consenso autentico ottenuto dalla stima effettiva dei cittadini, circa 700, che dal collegio di Ferrandina l’hanno delegata a rappresentarli nel Consiglio Provinciale di Matera. In seguito il partito le ha chiesto, così come di candidarsi, di entrare in giunta, incarico “esterno” che l’ha fatta decadere da consigliera. Di lei si sa che nel 2004 ha condotto una campagna all’insegna della sobrietà e dei contenuti. Nessun manifesto, nessuna promessa e nessun santino elettorale. Ora è assessora alle Politiche del Lavoro nella giunta Nigro.

Assessora Rivelli, com’è la politica vista da una donna di Rifondazione Comunista?
Penso che la politica è al tempo stesso il luogo esaltante e frustrante in cui le donne possono costruire percorsi concreti di emancipazione che guardino con fiducia all’avanzamento del processo di liberazione per tutte e tutti. Per stare attivamente dentro la politica, senza subirla, è importante non essere sole (in assoluto) e soprattutto non dover ogni volta dimostrare di essere all’altezza degli uomini. Lasciamo volentieri liberi di misurarsi tra loro quegli uomini che talora snaturano ed inquinano la politica con comportamenti e metodi discutibili perché penso che la maggior parte di noi donne ha altro da fare. E’ fuori discussione, infatti, la cultura della generosità e della concretezza che caratterizza largamente l’agire delle donne, nella politica come nelle istituzioni, a prescindere dall’appartenenza a questo o quel partito.

Lei è in buona compagnia tra le elette lucane nel suo partito: l’onorevole Lombardi, la senatrice Palermo, la consigliera regionale Simonetti, qual è il vostro segreto?
Il segreto, non così tanto segreto, è la scelta convinta del PRC/SE di candidare le donne per eleggerle e non per riempire le liste come fanno altri partiti. Non è certamente un caso che alle politiche, visto l’attuale e antidemocratico sistema elettorale, la scelta condivisa è stata quella di individuare come capoliste Angela Lombardi ed Anna Maria Palermo e bene abbiamo fatto, vista la passione che queste due compagne ogni giorno mettono per rappresentare i bisogni e le risposte che questa nostra terra pone. Il vero segreto sta in quella parte di noi stesse che decidiamo di donare agli altri e di mettere nelle cose che facciamo.

Che significa fare politica da comunista stando al governo?
Significa principalmente tradurre in pratiche e azioni concrete, in programmi più complessi e piccoli gesti quella idea più grande di un mondo più giusto per tutti. Significa assumersi la responsabilità di trovare le risposte alle domande di cambiamento che vengono dalla collettività. Significa, per dirla con le parole di Che Guevara che per essere realisti bisogna osare l’impossibile.

Comporta alcune rinunce?
Si! Tuttavia bisogna sorvegliare continuamente sul tipo di rinunzie e non farle diventare troppe. In questo caso non avrebbe più senso governare, anzi potrebbe diventare inutile e dannoso.

Di lei si sa che è una grande lavoratrice, si sente apprezzata dai colleghi uomini?
La verità? Non m’interessa granché, anche se le attestazioni di stima fanno piacere a tutti. Devo dire che sono piuttosto severa con me stessa e se la sera, quando cerco con fatica il sonno e i problemi si dilatano a dismisura, non sempre sono soddisfatta della qualità del lavoro svolto, sono lo stesso abbastanza in pace con me stessa perchè ce l’ho messa tutta per fare bene. Mi piacerebbe molto apprezzare diffusamente l’impegno ed la sobrietà di chiunque ha responsabilità pubbliche.

La sinistra radicale vive una situazione di disagio a vedere che tutti sono concentrati sul PD?
No! Anche perché ci forniscono indirettamente lo stimolo a costruire velocemente e con più entusiasmo a sinistra una casa comune. La nascita del PD ha contribuito ad accelerare un processo avviato già da alcuni anni nel PRC con la costruzione della Sinistra Europea ed a rendere più chiare le posizioni delle forze politiche.

Ci dica la verità in Provincia se ne parla?
Molto. Forse troppo. Anche se l’importanza della nascita del Pd non sfugge a nessuno.

A proposito di Provincia, la verifica politica in corso, la riguarda?
Se la verifica riguarda lo stato d’attuazione dei programmi e la sua aderenza ai bisogni dei cittadini certamente si. Se i problemi sono gli assetti e le postazioni dei partiti la questione non riguarda né me e neppure il mio partito.

Che rapporti ha con il suo giovane capogruppo?
Nutro nei confronti di Vincenzo Dambrosio un grande affetto, comprendo profondamente e condivido il suo rigore morale e la sua ansia di porre al centro i mille problemi che rendono dura ed a volte insostenibile la vita di tanti giovani, di tanti precari, di tanti lavoratori, di tante donne che faticano a trovare il senso alla loro esistenza, di tante famiglie che faticano ad arrivare a fine mese. Per questo stiamo nello stesso partito e viviamo sia il medesimo senso di responsabilità nei confronti di quanti si attendono con fiducia un modo diverso di stare nelle istituzioni sia la fatica di rendere le istituzioni stesse i luoghi della partecipazione e della rappresentazione delle istanze che vivono tra la gente. Il nostro desiderio è che le istituzioni si lascino permeare ed attraversare da quanto si muove nelle comunità senza timore di perdere potere, scegliendo anzi di cederlo a favore dei territori e dei loro bisogni, in un circolo virtuoso che alimenta l’efficacia delle istituzioni stesse.

L’ha messa in difficoltà alcune volte?
Alcune volte si. Naturalmente più nei toni e nei modi che nei contenuti. Eccezionalmente e nel caso in cui i modi ed i toni, diventano sostanza, mi sono trovata in totale disaccordo.

Nell’ultimo consiglio provinciale però Rifondazione ha votato contro l’Apea (Agenzia Provinciale per l’Energia e l’Ambiente), creando un problema politico.
Poteva sicuramente andare diversamente. Anche se ritengo tuttora che bisogna recuperare le condizioni per un dialogo costruttivo. Un dialogo che non c’è stato perché un provvedimento così importante meritava discussioni ed approfondimenti nella logica di cui dicevo sopra. E, premesso un giudizio positivo di massima sull’opportunità di dotarsi di strumenti operativi e altamente qualificati nelle strategiche politiche ambientali, io stessa, troppo frettolosamente ho approvato in Giunta lo statuto dell’Apea, confidando nell’impegno ad affidare alla commissione consiliare ed al consiglio provinciale tutto lo spazio dovuto.

Le dispiacerebbe lasciare l’assessorato?
Mi dispiacerebbe interrompere, senza validi motivi, il faticoso lavoro avviato in questi ultimi mesi che mi hanno vista catapultata da un assessorato all’altro. Ritengo di essermi impegnata a svolgere scrupolosamente i nuovi compiti affidatimi in un rapporto costruttivo e rispettoso con la giunta provinciale ma soprattutto con gli elettori ed i cittadini che hanno riposto fiducia nella mia persona. Certamente non tutto funziona come dovrebbe ed ancora enormi sono i problemi irrisolti e di cui e necessario farsi carico. Non mi va d’altra parte di nascondere che non sono una “professionista” della politica, che il mio lavoro di fisioterapista mi piace così come mi piace occuparmi della mia casa e della mia famiglia. Ma adesso devo concludere il mio lavoro alla Provincia di Matera ed onorare l’impegno assunto con gli elettori.

In che maniera ritiene di aver inciso nell’Amministrazione Provinciale di Matera?
E’ molto difficile sintetizzare una gran mole di lavoro che riguarda la gestione della cittadinanza solidale che coinvolge circa 1200 famiglie in condizioni di povertà estrema ed a rischio di marginalità sociale, il miglioramento e potenziamento della formazione e delle politiche attive del lavoro che devono essere strumenti effettivamente utili ai tanti giovani che si rivolgono ai centri per l’impiego o all’Ageforma per trovare opportunità reali di crescita, la nuova visione dei servizi che si aprono al territorio e da agosto sono aperti in tutti i 31 comuni per svolgere attività di accoglienza, orientamento, bilancio delle competenze, incrocio della domanda/offerta di lavoro tra imprese e quanti sono alla ricerca di occupazione e soprattutto l’impegno grandissimo di far circolare tutte le informazioni possibili, spesso privilegio di pochi, affidando proprio al possesso delle informazioni una capacità indotta di controllo democratico. Tuttavia poiché ritengo che non è ancora tempo di bilancio di quest’esperienza preferisco rinviare la risposta a questa domanda chiedendole, in anticipo, di dedicare un apposito ed ampio spazio e assicurandole sin da ora piena disponibilità. In conclusione ritengo di poter evidenziare che la stanza del mio ufficio è sempre aperta al contributo ed alla critica di tutti, ma soprattutto all'incontro con le persone senza alcuna distinzione di appartenenza, collegio elettorale o convinzioni personali.

Pierantonio Lutrelli (da Il Quotidiano della Basilicata)

mercoledì 17 ottobre 2007

Sentenza della Corte dei Conti n. 147 del 24/09/2007

La Corte dei Conti, Sezione Giurisdizionale per la Regione Basilicata, ogni contraria domanda ed eccezione respinte:

a) condanna i sigg.ri Saverio D'AMELIO e Alberto PASQUINO al risarcimento del danno in favore del Comune di
Ferrandina nella misura di € 100.000,00 ciascuno. Interessi legali dal deposito della sentenza fino al soddisfo;

b) le spese seguono la soccombenza e vengono determinate nella misura di € 735,47 =
Euro Settecentotrentacinque/47.

Così deciso in Potenza, nella Camera di Consiglio del 15 maggio 2007.

Il Relatore: dott. Giuseppe Tagliamonte
Il Presidente:
dott. Adriano Festa Ferrante

Per leggere l'intera sentenza clicca qui.

martedì 9 ottobre 2007

Il forum

Ci è arrivata questa email:

Ciao... sono Fra... probabilmente questa mail arriverà a qualcuno che conosco e che mi conosce, ma non ne sono molto sicuro....
cmq volevo sapere se c'è ancora un forum dove si può discutere un pò di questioni più o meno politiche... un tempo c'era se non ricordo male...
secondo me sarebbe bello frequentare virtualmente una comunità in cui si parla e ci si scambia le idee...
se fate una cosa del genere io ci sto!!!
A presto.

Prendiamo spunto da queste parole per ricordare che il sito del circolo PRC di Ferrandina si è trasformato in un blog proprio per permettere ai visitatori di interagire maggiormente con noi attraverso i commenti ai post.
Nello stesso tempo sappiamo benissimo che il blog "costringe" schematicamente a discutere, in pratica, solo degli argomenti lanciati dagli amministratori. Sentiamo, dunque, anche noi, l'esigenza di una maggiore interattività.
Per cui, d'ora in avanti, quest post (contrassegnato dall'etichetta forum) diventerà il luogo in cui tutti, commentandolo, potranno lanciare spunti e aprire dibattiti, e sarà linkato permanentemente nella parte superiore dell'home page, in modo tale da rimanere in vista anche quando scorreranno con il tempo altri post.
Se succederà eventualmente che le discussioni si rivelino particolarmente ricche di spunti si potrebbe aprire poi un apposito spazio di approfondimento.

La libertà è partecipazione...

venerdì 28 settembre 2007

Verso il 20 ottobre: adesioni

La Federazione Provinciale di Matera del PRC sta organizzando l'autobus per partecipare alla manifestazione del 20 ottobre a Roma.
Tutti i ferrandinesi interessati a prenderne parte possono contattare, per maggiori informazioni, Ferdinando e Vincenzo Eustazio.

Allora, si parte?

sabato 22 settembre 2007

Verso la manifestazione del 20 ottobre


Il 20 ottobre a Roma si terrà una manifestazione nazionale promossa dal Manifesto, Liberazione e Carta per chiedere il rispetto del programma dell'Unione e una svolta nell'azione governativa sui temi che più stanno a cuore a tutta la Sinistra italiana: lavoro, questione sociale, laicità e diritti civili, cittadinanza, pace, ambiente, legalità.

Per maggiori informazioni sono attivi questi siti sulla manifestazione:
http://new.rifondazione.it/wp/01/
http://www.20ottobre.org

venerdì 14 settembre 2007

Con i lavoratori della CFP, contro le ambiguità delle non-decisioni

Il mito della Basilicata che deve essere “attrattiva” degli investimenti, anche attraverso l’assoluta passività dei lavoratori, è l’ultimo spauracchio che la Regione Basilicata (con una complicità più o meno palese di fette di sindacato) ha saputo esibire ai 69 lavoratori licenziati della CFP per evitare che questi potessero esercitare il loro diritto di scegliere le forme di conflitto che avrebbero forse dato fastidio a più di qualcuno, primo tra tutti lo stesso entourage regionale che, insieme a Tecnoparco consente, quotidianamente, che oltre 60-70 Tir di rifiuti tossici industriali vengano accolti in val Basento per essere “trattati” (?); rifiuti talvolta che nessun altro in Italia è pronto ad accogliere tranne questa porzione di territorio lucano trattato da vera e propria pattumiera grazie proprio alla irresponsabilità dei vertici della Regione Basilicata.
L’ennesima crisi, per una delle ultime testimonianze industriali della Val Basento, si chiude con un risultato per ora umiliante, quello cioè di non aver avuto nemmeno la certezza che le richieste minime dei lavoratori (cassa integrazione straordinaria e incentivi) siano state portate a casa. Vi è da sottolineare che nella riunione di qualche giorno fa al Ministero dello Sviluppo Economico, nessun politico di rilievo della nostra maggioranza regionale ha potuto dare manforte al pur determinato dott. Nardozza della Task Force occupazione. L’hanno ben notato anche i lavoratori, e denunciato ieri, al tavolo della Regione, all’unico assessore presente nel Palazzo, Santochirico.
La irresponsabile provocazione di Confindustria di Basilicata, che evoca fantasiose barricate e diffuse situazioni di illegalità da parte dei manifestanti, da reprimere con la forza, non è stata raccolta dai pacifici e determinati lavoratori; piuttosto, è stata “sposata” da chi, con minacce più o meno palesi, ha voluto suggerire una linea di ‘normalizzazione’ subalterna delle modalità di lotta di una classe operaia che si sta riducendo giorno per giorno al fine di lasciare il posto al deserto industriale ancora non bonificato dagli inquinamenti del passato e alla produzione di energia e allo stoccaggio e trasformazione di rifiuti e di gas.
Una inaccettabile situazione socio-economica che attraversa il mondo del lavoro/non lavoro, che rende incandescenti e magmatiche le dinamiche sociali che attraversano la Basilicata in un momento tanto delicato in cui anche il sindacato esprime talvolta tutti i propri limiti e le proprie contraddizioni (basta guardare al caso FIOM sugli accordi di luglio); che, invece, richiederebbe ben altra consapevolezza da parte di un bel pezzo del ceto imprenditoriale, che persino Prodi alla Fiera del Levante ha definito incapace e parassitario; e atti di umiltà anche da parte di coloro che hanno sempre creduto di saper interpretare al meglio le esigenze dei cittadini e dei territori.
Rifondazione Comunista continua ad essere a fianco dei lavoratori a sostenere le loro azioni di lotta anche mettendo a disposizione le proprie strutture.


Potenza, 12 settembre 2007

Gianni Palumbo - Segretario Prov.le PRC
Michele Saponaro - Segretario Reg.le PRC Basilicata

mercoledì 12 settembre 2007

Il nome del circolo

Sentiamo l'esigenza di dare finalmente un nome al nostro circolo.
A tal proposito nella colonna a destra potete trovare un sondaggio.
E' bene specificare che questo strumento non ha nessuna valenza scientifica, ma se usato in maniera corretta (votando quindi una sola volta) può costituire un valido metodo di consultazione tra tutti i nostri simpatizzanti.
L'esito del sondaggio naturalmente sarà tenuto in considerazione al momento della scelta ufficiale e definitiva.

martedì 11 settembre 2007

Crisi CFP

OPERAI, STUDENTI, DISOCCUPATI

E’ L’ORA DI SCHIERARSI TUTTI CON I LAVORATORI!

In questi giorni stiamo assistendo all’ennesima chiusura di uno stabilimento produttivo in Valbasento.

La cosa più vergognosa è che tutto questo sembra stia diventando normale!

Stiamo tornando agli anni ’50, con la sola enorme differenza che almeno, allora, c’era la voglia di lottare per il lavoro.

Oggi invece siamo come bandiere al vento. Tutto intorno a noi si sgretola, decade, svanisce nell’indifferenza generale.

Occorre che tutta la popolazione si svegli da questo torpore che sembra offuscare le coscienze!

Gli operai della CFP stanno occupando la zona industriale di Pisticci.

69 famiglie sono sul lastrico e un giorno, in questo clima di precarietà e di insicurezza sociale, potrebbe toccare ad ognuno di noi, ad ognuna delle nostre famiglie.

SOSTENIAMO I LAVORATORI!

PARTECIPIAMO ALLE LORO LOTTE PER IL LAVORO!

Come ci insegnano le giornate di Melfi e di Scanzano

UNITI SI VINCE!

mercoledì 29 agosto 2007

Tesseramento 2007

Il tesseramento 2007 si conclude entro settembre.
Tutti coloro che sono interessati a rinnovare la tessera o ad iscriversi per la prima volta al partito sono invitati a contattare Ferdinando Eustazio e a partecipare, giovedi 30 agosto, alle 17.30, presso la sezione in via Santa Lucia, all'assemblea degli iscritti con all'ordine del giorno l'elezione del nuovo segretario e del nuovo direttivo.

giovedì 2 agosto 2007

Interrogazione

OGGETTO: Interrogazione urgente a risposta orale concernente il personale dipendente e precario dell'Amministrazione Comunale

Premesso

che nelle linee programmatiche di questa Amministrazione si assumono come priorità le questioni connesse al lavoro e alla lotta alla precarietà, la valorizzazione delle risorse umane e il dialogo e la condivisione democratica e partecipatica delle scelte;
Considerato
  • che già da alcune settimane sono scaduti i contratti Co.Co.Co. di 3 unità e che ad oggi non risulta nessun atto amministrativo di rinnovo degli stessi;
  • che altri contratti sono in scadenza nei prossimi mesi;
  • che i suddetti svolgono mansioni utili per la comunità;

Considerato inoltre

  • la platea di LSU in carico all'Ente che continuano a prestare servizi alla collettività in una situazione di precarietà;

Considerato

  • che, seppur in assenza di una riorganizzazione dei servizi e degli uffici rispondente alla realizzazione del programma amministrativo, vi sono stati provvedimenti inattesi di cambio di mansioni inerentio il personale dipendente in organico;

Si chiede

  • di deliberare immediatamente l'assunzione dei 3 lavoratori titolari del contratto scaduto, anche sulla falsariga di provvedimenti adottati da altri enti, quali ad esempio il Comune di Policoro;
  • di conoscere quale programma intende attuare l'Amministrazione per la stabilizzazione degli LSU.

Si chiede infine

di conoscere quale criterio ha adottato il Sindaco nel disporre il cambio di mansioni dei dipendenti in organico e se tali trasferimenti sono stati precedentemente condivisi con i lavoratori e/o con le organizzazioni sindacali.

Ferrandina, 01/08/2007

Il Consigliere Comunale

Ferdinando Eustazio

Questione nucleare

Di seguito l'0rdine del giorno concernente la questione nucleare nazionale e regionale presentato dal Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista/SE e approvato nella seduta consiliare del 1 agosto 2007
Il Consiglio Comunale di Ferrandina
Preso atto
delle sollecitazioni venute da parte del cartello di associazioni costituito dalla "OLA" Organizzazione Lucana Ambientalista, dal Coordinamento territoriale dei movimenti contro il nucleare, dai movimenti No Scorie Metaponto, No Scorie Trisaia e ScanZiamo le scorie, firmatarie del documento per la "chiusura del Nucleare Lucano e Nazionale e per una risoluzione della questione nucleare lucana".
Constatata
  • la grave e pericolosa situazione dovuta alla giacenza di rifiuti radioattivi presso il centro nucleare Enea Sogin della Trisaia di Rotondella, di cui si attende ancora la messa in sicurezza e la presenza di materiale nucleare statunitense (64 barre di Elk River di natura militare) del quale si chiede la restituzione al governo USA;

Considerata

  • la necessità nel territorio metapontino di particolari e specifiche misure di controllo e protezione della popolazione, di un monitoraggio ambientale permanente, di un piano di emergenza esterno in caso di incidente nucleare al Centro Enea di Rotondella, oltre che di una indagine epidemiologica tesa a verificare eventuali correlazioni fra la contrazione di alcune neoplasie da parte della popolazione dell'area e la presenza del centro stesso;

Visti

  • gli incidenti verificatisi all'interno del centro della Trisaia di Rotondella (non ultima la fuga di radiazioni dalla cosiddetta fossa irreversibile);

Visto inoltre

  • che la "road map" del Ministero dello Sviluppo Economico preveda la consultazione delle istituzioni regionali per individuare il deposito unico nazionale di scorie radioattive, ipotesi quest'ultima già formalmente e ufficialmente avversata dalle regioni Piemonte, Lazio, Liguria, Calabria, Toscana e Puglia;

Si impegna

in ossequio ai principi di pace, libertà civile e democratica espressa dalla mobilitazione popolare del novembre 2003, recuperandone la domanda di democrazia e condivisione nelle scelte strategiche per il futuro delle comunità, a sollecitare gli organi preposti, Parlamento e Governo, ad attivarsi per la restituzione delle 64 barre di uranio provenienti dalla centrale statunitense di Elk River;

a contrastare qualsiasi ipotesi di sito unico nazionale per lo stoccaggio di scorie nucleari nel proprio territorio ed in quelli limitrofi.

Il presente O.d.G. è trasmesso al Presidente della Regione Basilicata, al Presidente del Consiglio Regionale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per le Attività produttive, al Ministero all'Ambiente, alla Presidenza del Senato della Repubblica, alla Presidenza della Camera dei Deputati.

mercoledì 11 luglio 2007

Crisi industriale

Ancora un colpo mortale al fragilissimo tessuto occupazionale del nostro territorio: l’avvio della procedura di mobilità alla CFP di Pisticci Scalo segna un ulteriore e drammatico punto di crisi per quel che resta del comparto industriale lucano.
Il Governo si occupi del Sud.
Il gruppo consigliare di Rifondazione Comunista alla Provincia di Matera nell’apprendere dell’ennesima crisi che ha investito il già fortemente compromesso tessuto industriale della nostra provincia - con l’avvio unilaterale della procedura di mobilità alla CFP di Pisticci Scalo dove si perdono 69 posti di lavoro e l’avvio della procedura di fallimento avviata dalla Nylstar che mette a rischio ammortizzatori sociali e TFR dei lavoratori – denuncia con profonda preoccupazione l’acuirsi di una crisi che viene travolgendo l’intera comunità provinciale e che potrebbe generare un vero e proprio allarme sociale nei nostri territori.
Si ritiene, a tal proposito, non più rinviabile un intervento che deve essere tempestivo e di massa di forze sociali ed enti locali nei confronti di Governo e Regione affinché il Governo nazionale attui la parte del programma relativa alle politiche industriali e del Mezzogiorno e convochi urgentemente il tavolo di confronto nazionale per affrontare organicamente una crisi divenuta insostenibile e che oggettivamente destabilizza e impedisce il governo stesso del territorio.

Matera, 10 luglio 2007
Vincenzo Dambrosio
Capogruppo PRC-SE alla Provincia di Matera

martedì 3 luglio 2007

Sinistra Democratica, PRC, Verdi, PdCI sulla nomina della nuova giunta regionale

La crisi alla Regione si è chiusa sulla base di vecchi e logori schemi, sia nella conduzione che nel risultato.
Nessun tentativo serio è stato posto in essere per un approfondimento strategico e programmatico in grado di rilanciare l’azione di un centrosinistra in evidente affanno; un ricambio nella composizione della Giunta che sicuramente non rappresenta un segnale di rinnovamento; uno spostamento al centro dell’asse politico della coalizione.
L’accordo raggiunto, dopo tanti giorni di alchimie, di scontri tra DS, Margherita, Udeur, Italia valori, SDI ha prodotto un risultato chiaramente orientato da quei partiti e dai loro equilibri interni.
Un clima negativo che ha prodotto contraddizioni evidentissime; una tra tutte la nomina ad Assessore alla Sanità del segretario regionale dell’unico partito della coalizione, l’Udeur, che si è opposto duramente al Disegno di legge presentato dalla precedente Giunta sulla riforma delle ASL.
In questa Giunta non sono presenti le forze della sinistra che hanno firmato il patto di consultazione (Sinistra Democratica, PRC, Verdi e PDCI). Queste forze fin dall’inizio della crisi hanno cercato di esaltare i rapporti politici ed i contenuti programmatici ed hanno chiesto che al primo posto nella riflessione collettiva venisse inserita una profonda riforma della politica, dei suoi strumenti e delle relazioni tra politica, economia e società.
Si è, invece, preferito il terreno degli accordi di composizione dell’Esecutivo, tentando di indebolire la rappresentanza della sinistra.
Il centrosinistra così non cresce e, come è avvenuto a Matera, rischia di allontanarsi dalla società e dai suoi problemi, proseguendo in un’assurda autoreferenzialità.
Le forze del patto di consultazione non condividono queste pratiche e, quindi, non fanno parte della Giunta e giudicheranno il nuovo Esecutivo di volta in volta, sulla base delle politiche e delle scelte programmatiche che verranno proposte.
Al fine di proseguire il lavoro unitario il patto di consultazione darà vita ad un intergruppo in Consiglio regionale.

Potenza, 1 luglio 2007

lunedì 2 luglio 2007

SX

E' on line una nuova community, interattiva, per tutti coloro che si sentono sentimentalmente di sinistra.

lunedì 25 giugno 2007

Comunicato: PRC e maggioranza regionale

La ridda di voci sul rientro nella maggioranza e magari nella Giunta Regionale del nostro partito, ci impone la necessità di offrire a quanti fanno cronaca ma sono incapaci o impossibilitati a raccogliere le notizie alla fonte, così come a qualche volenteroso quanto vanitoso canterino, la posizione assunta dalla Segreteria regionale del PRC all’incontro voluto dal presidente De Filippo per raccogliere il parere di Rifondazione sulle dimissioni della Giunta e sulle possibilità di ricomporre eventualmente la Maggioranza politica che due anni fa l’aveva eletto, cioè compreso R.C.
Agli incontri R.C. si è presentata con una posizione politica condivisa con il PdCI, i Verdi e Sinistra Democratica, forze politiche con le quali si è conseguito preliminarmente un patto di consultazione permanente.
Abbiamo anzitutto condiviso col Presidente De Filippo e coi Segretari regionali Ds, Margherita, Udeur, Sdi che la situazione critica nella nostra regione non consente di perder tempo e che occorre ricomporre immediatamente un quadro politico stabile. Proprio per tale motivo, abbiamo detto con estrema chiarezza e determinazione che avrebbe senso chiedere a Rifondazione Comunista di rientrare nella maggioranza solo a condizione che si vogliano trarre le conclusioni conseguenti al diffuso giudizio che il voto - materano soprattutto ma non solo - reclama la chiusura definitiva e convinta di una fase della politica di Centro Sinistra in Basilicata e un nuovo avvio, con uomini nuovi, nella Giunta, nella dirigenza regionale, negli enti che veramente servono; di acclarata competenza e professionalità; imponendo ai partiti, in questo momento, un passo indietro, soprattutto per dare il segnale chiaro e inconfondibile che i partiti intendono ricercare il consenso elettorale e politico sui programmi e sulle idee, non nell’intreccio tra politica e affari, nel clientelismo, nel familismo, nel populismo.
Sono queste, d’altra parte, le ragioni che portarono Rifondazione, nel gennaio scorso, ad uscire dalla Maggioranza. Occorrono segnali certi che si vogliano cambiare i suonatori oltre che la musica.
Abbiamo accompagnato questa richiesta politica con un documento – anche questo comune a tutte le altre forze strette nel patto di consultazione – per contribuire con le nostre proposte all’eventuale aggiornamento del Programma della Maggioranza, specie nel merito delle problematiche che più ci stanno a cuore: lavoro & precarietà, ambiente, energie, avanzamento sociale nei nostri territori, il ruolo della Basilicata nel Mezzogiorno e nel Mediterraneo.
Ora, tocca ai partiti di maggioranza dare, se lo ritengono opportuno, risposte altrettanto chiare. Noi possiamo solo ribadire che non accetteremo mediazioni, compatibilità che tornino magari utili agli equilibri interni dei partiti, non certo agli interessi generali della Basilicata. Non se lo può permettere più nessuno. Tanto meno chi queste cose le va denunciando da tempo.


Michele Saponaro - Segreteria regionale PRC

sabato 23 giugno 2007

Vertenza "Giovani in Basilicata"

La condizione dei giovani in Basilicata e nel Mezzogiorno, è preoccupante; la precarietà determina contraddizioni molto più avanzate rispetto ai luoghi di maggiore benessere e produttività: infatti non si pone soltanto come condizione lavorativa ma si afferma in maniera totalizzante.
La precarietà in Basilicata è sinonimo di mancanze: mancanza di lavoro, di prospettive, di luoghi e momenti di aggregazione, di incontro e crescita collettiva, di indipendenza ed autonomia.
Queste mancanze che si riassumono emblematicamente nel fatto che i giovani lucani vivono in un contesto in cui un quarto delle famiglie è al di sotto della soglia di povertà, rappresentano il vero e proprio dramma di questa regione, anche perché creano dipendenza e subordinazione verso chi ci governa.
Gli stessi giovani sono tra i primi posti in Italia per il consumo di droghe pesanti e di questi in particolare le donne.
La giunta regionale ci ha proposto il "Patto con i giovani", una legge che si pone l’obbiettivo di risolvere la complessa questione giovanile dimostrandosi invece, ad un anno dalla emissione, sterile ed inefficace. Per una serie di ragioni.
Innanzitutto c’è la questione della partecipazione giovanile.
La giunta, tra falsi proclami e slogan propagandistici, scriveva di un patto che si fondava sul dialogo e sull’interazione constante. Nei fatti oggi ci chiamano ad interloquire a cose già fatte, come spettatori più o meno interessati. Avremmo preferito che davvero i giovani e non soltanto il ceto politico giovanile fossero considerati fin dall’inizio come soggettività sociale. Di fatto è mancato il coinvolgimento di tutte quelle realtà come la scuola, l’Università, le associazioni giovanili che sono i luoghi naturali dell’aggregazione sociale. Pensiamo che l’autonomia ed il protagonismo giovanile siano percorsi che si costruiscono giorno per giorno, la democrazia non è un allenamento oratorio ma una pratica reale. La politica deve avere il coraggio di stimolare questa pratica.
Invece il Patto risulta essere null’altro che la semplice accozzaglia di provvedimenti già esistenti, messi insieme a formare un pacchetto che a noi pare utile solo per proliferare il consenso elettorale. 81 milioni di euro sono una somma abbastanza considerevole. A noi non basta sapere che queste risorse vengono spese ma ci interessa il modo in cui si investe. Proprio perché, a differenza di chi ha scritto questo Patto, non crediamo che il talento sia una virtù individuale, quasi un fattore genetico, ma che debba essere un valore collettivo che si da in condizioni di uguali possibilità.
Consideriamo di primaria importanza intervenire sul tema del diritto allo studio e sulla lotta alla precarietà.
Per quanto riguarda la questione del DIRITTO ALLO STUDIO esigiamo politiche che siano realmente incisive. È ridicolo che a fronte di un 25% dei giovani a rischio povertà, il bilancio annuale dell’ARDSU sfiori a mala pena il tetto dei 10 milioni di euro. Considerando che la maggior parte di queste risorse servono per pagare le spese amministrative e del personale, solo circa 6 milioni vengono utilizzate a scopo sociale. di questi 2,5 milioni vengono utilizzati per l’erogazione delle borse di studio. Chiaramente questa cifra non copre quello che è il fabbisogno reale: gli aventi diritto, infatti, sono molti di più dei beneficiari. Gli alloggi universitari a Potenza ospitano soltanto 128 studenti, i quali spesso riscontrano disagi legati alla qualità dei servizi (lo dimostrano alcune petizioni di protesta firmate da studenti e consegnate agli uffici di presidenza dell’ARDSU ). Chiediamo di aumentare gli investimenti nel diritto allo studio affinché tutti gli aventi diritto possano usufruirne, di aumentare il numero di borse di studio da erogare, prevedere ulteriori posti letto nelle Case dello Studente, agevolare le condizioni dei pendolari e dei fuori sede e riconoscere in maniera più generale la condizione dello studente nella città facilitando l’accesso ai trasporti, agli eventi culturali e ricreativi. Punti questi del nostro programma elettorale che ha visto vincere a Potenza alle elezioni del CNSU la lista “A Sinistra in Movimento” con il 30% dei consensi.
Il Presidente De Filippo ha dichiarato pubblicamente che grazie al Patto con i Giovani 1000 ragazzi hanno trovato un impiego. Questo dato non ci risulta. Sappiamo invece che 576 aziende hanno fatto richiesta per 1000 posti di cui solo il 25-30% si tradurranno in assunzioni reali. Poiché si rischia di scemare nella propaganda e visto che non ci sono dati ufficiali ai quali fare riferimento chiediamo una valutazione di placement con valutatori indipendenti pagati dall’UE che fanno parte delle misure di accompagnamento dei programmi e sono necessarie al fine della trasparenza. Abbiamo il diritto di conoscere il numero effettivo delle persone che lavorano, la reale portata dell’impatto occupazionale e, soprattutto, la qualità dei livelli occupazionali, visto che il 38% dei giovani laureati che trovano occupazione in Basilicata non sono soddisfatti perché sotto-utilizzati rispetto alle competenza. Questo è il dato più alto in Italia (dati ISTAT 2005). Inoltre va ricordato che il 52% dei giovani laureati lucani trovano occupazione solamente fuori regione.
Un Patto con i Giovani che si rispetti, di questi tempi, dovrebbe essere innanzitutto un patto contro la precarietà: vincolare i sussidi alla creazione di posti di lavoro stabili, prevedere un’integrazione di reddito per i periodi di inattività, mantenere vive le esperienze lavorative e di formazione nelle fasi di transizione, immaginare forme di salario sociale per alleviare il disagio materiale e morale.
Ma il punto principale di critica che noi sentiamo di fare al Patto con i Giovani riguarda la totale mancanza di una programmazione strategica degli investimenti che possa essere di lungo periodo e parta dalla vocazione del territorio e dei giovani.
I dati parlano chiaro: 27000 sono i giovani disoccupati (36%), di questi 3000 non hanno alcun titolo di studio e 8000 solo la licenza media. Riteniamo prioritario che per questi venga attivato un piano di formazione e di riqualificazione professionale
Considerato che vanno inclusi anche 13000 diplomati e 3000 laureati ci chiediamo e chiediamo al governo regionale che fine faranno questi giovani, quali possibilità avranno, come la regione influirà per garantirne una occupazione reale e stabile.
A dire il vero l’unico dato che riusciamo a notare è che nei prossimi sei anni (2007-13) 4000 giovani a basso livello di istruzione usciranno dalla scuola per entrare nel mercato del lavoro; lo stesso vale per 12000 diplomati e 13800 laureati. Come si governeranno queste fasi di transizione, quali ulteriori patti verranno inventati per fingere di risolvere queste emergenze?
A noi interessa ragionare su questi dati, su dati vivi che chiedono una programmazione di prospettiva che si differenzi dall’elargizione di finanziamenti a pioggia ad un tessuto produttivo che per il 78% è fatto di micro-imprese fino a 10 dipendenti che non presenteranno nel tempo aumenti dell’offerta occupazionale. Parliamo di una programmazione integrata che si fondi sull’innovazione, e sulla valorizzazione del territorio.
Ci risulta che dai fondi FESR della programmazione 2007-13 soltanto 31 milioni su 300 sono destinati ad attività con contenuto occupazionale in linea con i livelli di istruzione universitaria. Risultato: 100-150 persone ne usufruiscono rispetto ai 2300 laureati che ogni anno escono dall’università.
Investendo nella ricerca, con contratti fino a quattro anni, considerando 2000€ al mese pro-capite con 170mln €, poco più della metà del FESR avremmo 1700 occupati in più.
Questo vuol dire programmare l’azione politica partendo dalle reali necessità dei giovani.
Per queste ragioni apriamo oggi una vertenza con l’amministrazione regionale, ponendo domande sui bisogni reali e per le quali attendiamo risposte immediate.
Ci chiediamo infine quale modello umano e di relazioni sociali, quale modello istituzionale la politica lucana ci sta offrendo oggi. Sono innanzitutto i giovani a chiedere altra umanità, altra civiltà, altro tipo di moralità a questa classe dirigente.

Giovani Comuniste/i di Basilicata

lunedì 18 giugno 2007

Lettera aperta ai bloggers ferrandinesi

Come iscritti al circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Ferrandina, pensando di interpretare il sentimento degli altri iscritti e di tutti i nostri elettori e simpatizzanti, ci sentiamo in dovere di intervenire in merito ai numerosi post di utenti anonimi che sul blog ferrandinapensa&vota hanno deliberatamente infangato la nostra ideologia di riferimento e la nostra memoria storica, spesso attraverso una brutale opera di generalizzazione e di parziali ricostruzioni storiche.

Il messaggio che si vuol far passare è chiaro: affiancare, nelle colpe e negli errori, gli opposti estremismi, in un matassa inestricabile di superficialità, qualunquismo e revisionismo.

Equiparare il comunismo e il nazifascismo, i partigiani e i fascisti, gli oppressi e gli oppressori, mischiando in un unico calderone foibe, lager, noglobal, brigate rosse, come è stato più volte fatto, vuol dire strumentalizzare la Storia!

Ognuno è libero di dire quello che vuole, assumendosi apertamente le proprie responsabilità, ma non può certo far passare messaggi mistificatori per verità assolute!

Questo nostro intervento non vuole avere nessun intento censorio e nessuna pretesa di ricostruzione storica, cosa questa che non spetta certamente a noi: vogliamo solo specificare alcuni punti per una discussione più precisa e sgombra da ogni equivoco.

Vogliamo gridare la ferma condanna contro le degenerazioni staliniane, le dittature totalitariste, l’annientamento dei diritti civili dell’uomo, la pratica barbara e vile del terrorismo. Errori, orrori, storture che hanno attraversato e macchiato la Storia, tutta la Storia, compresa quella ormai lunga del movimento comunista.

Vogliamo difendere il carattere democratico e antifascista della Repubblica e della sua Costituzione, nata dopo la lotta di liberazione dal nazifascismo condotta da tutte le forze democratiche italiane con il sostegno degli Alleati angloamericani.

Vogliamo riaffermare, con forza, la specificità del comunismo italiano, il grande contributo di idee e di uomini che il PCI ha saputo dare alla crescita sociale e culturale di tutto il Paese.

Comunisti erano:
Antonio Gramsci, il fondatore del PCI, uno dei padri del pensiero moderno europeo ed italiano;
Palmiro Togliatti, “il Migliore”;
Luigi Longo, il comandante “Gallo”, stratega della Resistenza italiana, presidente del Comitato di Liberazione Nazionale;
Umberto Terracini, il primo firmatario della Costituzione Italiana;
i 7 fratelli Cervi, martiri contadini della Resistenza fucilati dagli invasori tedeschi;
i siciliani che lottavano per le terre massacrati a Portella della Ginestra dal bandito Salvatore Giuliano, assoldato dalla CIA;
Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Renato Guttuso, Carlo Levi, Cesare Pavese, Italo Calvino, Alberto Moravia, Leonardo Sciascia e i loro travagli artistici ed intellettuali;
Pier Paolo Pasolini, con il suo immenso talento e la sua diversità;
Pio La Torre e Peppino Impastato, massacrati dalla mafia per le loro battaglie;
Enrico Berlinguer e la sua acclarata integrità morale;
Nilde Iotti, già partigiana e apprezzata Presidente della Camera dei Deputati;
comunisti sono Pietro Ingrao e Fausto Bertinotti, con i loro vecchi e nuovi incarichi istituzionali; Nichi Vendola, il suo moderno meridionalismo, la sua fede, la sua omosessualità.

Comunisti, in Italia e nel mondo, sono tutti coloro che sentono dentro il malessere delle ingiustizie sociali, che lottano per superarle, che pensano che questo non sia il migliore dei mondi possibili, che provano a non omologarsi al pensiero unico del mercato e delle sue logiche, a costruire una società libera, equa e multiculturale, dove la civiltà prevalga sulla barbarie.

Rifondare il comunismo, oggi, significa provare, attraverso la pratica della non violenza e insieme ai Movimenti, a stabilire un ordine mondiale diverso e a costruire un nuovo umanesimo. E’ la nostra dolce utopia…

Questo siamo noi, queste sono le nostre radici, questo è quello che vogliamo.

Siccome sono in ballo le idee e le sensibilità di milioni di uomini e donne, pretendiamo nei vostri liberi discorsi serietà e onestà intellettuale: non dipingeteci per quello che non siamo!

Anche perché… non ci avrete mai come volete voi!


Pietro Monteleone
Nicola Agata
Nicola Monteleone
Ferdinando Eustazio
Alfonso Cancellara
Rosa Rivelli
Giuseppe Dubla

venerdì 15 giugno 2007

Partito della Sinistra Europea


Nasce anche in Italia il Partito della Sinistra Europea, fondato a Roma nel maggio del 2004, con un congresso che vide la partecipazione di oltre 300 delegati in rappresentanza di 15 formazioni politiche di sinistra, comuniste, socialiste e rosso-verdi di tutta Europa, tra cui anche il nostro Partito della Rifondazione Comunista.

La Sinistra Europea unisce tutte quelle forze che si battono per un modello di società differente da quello neoliberista, che sono impegnate contro la guerra e il riarmo e per la costruzione dell'Europa sociale. Si sente parte del movimento dei movimenti, per un'altra globalizzazione. L'organizzazione della Sinistra Europea è a rete, attraverso gruppi di lavoro orizzontali sui vari temi di comune interesse politico, coordinati dall'Esecutivo.


Dalla Dichiarazione comune dei primi promotori della Sinistra Europea in Italia:

Proponiamo un nuovo modo di stare assieme: comunisti che hanno praticato un'innovazione politica di sinistra, a partire dalla scelta della nonviolenza, soggettività politiche della sinistra socialista e laburista che, criticando il liberismo, vogliono andare oltre le esperienze socialdemocratiche, credenti che dalle proprie ragioni di fede traggono motivi di radicale impegno sociale, donne e uomini impegnati in forze sindacali che hanno praticato esperienze nuove di conflitto e di relazione con i lavoratori, esperienze del femminismo, dell'ambientalismo critico, nei movimenti dei diritti civili e delle libertà contro la repressione e il proibizionismo, nei movimenti di comunità e nei comitati delle mille vertenze locali, dell'acqua, del territorio e così via, nei movimenti impegnati sul fronte della cultura, della libertà di espressione, della conoscenza come bene comune, in realtà del volontariato impegnato nella solidarietà e nella cooperazione, nel nuovo movimento pacifista, nei movimenti della varie pratiche della disobbedienza e del conflitto sociale, possono unirsi in un progetto comune che parta dal riconoscimento delle differenze e del rispetto dell'autonomia e dell'identità di ciascuno.
A tutte e a tutti questi, e alle donne e agli uomini che vogliono vedere sorgere presto in Italia una nuova sinistra capace di trasformare la società e di dare forza ed efficacia all’azione dei governi di cui possa fare parte, dando voce e rappresentanza ad interessi sociali alternativi, proponiamo il progetto della costruzione in tutti i territori delle case della sinistra e dei laboratori sociali, luoghi di cittadinanza, di partecipazione, di comunità.

Info: http://www.sinistraeuropea.it

Roma Pride 2007

giovedì 14 giugno 2007

Dubla risponde

Ciao a tutti!
Innanzitutto grazie per le attestazioni di stima e di fiducia che ricevo quotidianamente. Spero di non deludere le aspettative di quanti hanno creduto nel progetto di Uniti per Ferrandina. Sto prendendo confidenza con i meccanismi amministrativi, ma soprattutto sto riscontrando una grande voglia di partecipazione da parte dei cittadini. Questo è l'aspetto più gratificante ed emozionante di questa esperienza che sta iniziando. Ma veniamo ai fatti concreti. Per quel che riguarda gli impianti sportivi, è chiaro che bisogna avere un quadro complessivo dello stato dell'arte per poter elaborare un piano complessivo finalizzato alla risoluzione dei problemi. In primis c'è da risolvere il problema dell'agibilità dello stadio S. Maria, poi della fruibilità del palazzetto dello sport, per non parlare del campo dei Cappuccini con annessi spogliatoi ecc..
Ad oggi non posso sbilanciarmi in proposte che inevitabilmente si tradurrebbero in euro, poichè lunedi 18 giugno si terrà la prima giunta, per cui avremo un quadro complessivo dal quale partire. La mia idea è quella di dare soluzioni definitive a problemi antichi, per non disperdere denaro pubblico in progetti "tappa buchi" assolutamente temporanei. Ci sono proposte anche sul palazzetto dello sport che potrebbero trovare accoglienza e offrire soluzioni degne di questo nome. Ma, ripeto, non posso oggi assicurare questo o quello perchè abbiamo bisogno di fare i passi giusti nella direzione più giusta. Spero di poter essere più esauriente e dettagliato tra qualche giorno. Nel frattempo chiunque abbia in mente iniziative sportive, suggerimenti utili può contattarmi attraverso questo sito o venire in municipio
Vi saluto perchè ho il turno di notte che incombe!!!

Giuseppe Dubla

mercoledì 13 giugno 2007

G8 a Genova, «la polizia ha infierito»

Non è un argomento di stretta attualità ma i fatti di Genova non possono non suscitare ancora rabbia.
E' per questo che chiediamo una commissione di inchiesta parlamentare come era scritto nel programma dell'Unione.




Da www.corriere.it:

Testimonianza choc in aula del vice questore aggiunto Fournier
G8 a Genova, «la polizia ha infierito»
«Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave: la scuola Diaz come una macelleria»

Sugli incidenti accaduti a Genova in occasione del G8 è arrivata un'ammissione importante: «Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza». È questa la testimonianza resa da Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 a Genova vice questore aggiunto del primo Reparto Mobile di Roma e oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz. In aula, Fournier ha fornito infatti una nuova versione su quello che aveva visto nella scuola al momento della sua irruzione: non manifestanti già feriti a terra, ma veri e propri pestaggi ancora in atto.
«I POLIZIOTTI HANNO INFIERITO» - «Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto Fournier - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana». Nelle dichiarazioni invece rese precedentemente dal poliziotto ai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini il poliziotto aveva raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto. «Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: "basta basta" e cacciai via i poliziotti che picchiavano».
«HO DETTO DI CHIAMARE LE AMBULANZE» - Fournier, sollecitato dalle domande del Pm Francesco Cardona Albini ha aggiunto: «Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze». Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei militi con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. «Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita perché per me la ragazza stava morendo».
«HA SBAGLIATO A TACERE» - «Il dottor Michelangelo Forrnier - scrive in un comunicato il Comitato Verità e Giustizia per Genova - ha sbagliato a tacere per sei anni su quello che ha visto dentro la scuola Diaz. Proprio lo "spirito di appartenenza" avrebbe dovuto spingerlo a raccontare tutto e subito. Solo così avrebbe servito nel migliore dei modi, con lealtà e responsabilità, lo stato di cui è funzionario. Ad ogni modo, sia pure in ritardo, ha raccontato ciò che ha visto, confermando le testimonianze di decine di persone. Il dottor Fournier ha parlato di "macelleria messicana". L'attuale ministro degli Esteri, nel 2001, parlò di "notte cilena". Si ricorre all'esotismo, ma siamo di fronte a una "perquisizione all'italiana" che ha macchiato la credibilità della polizia e dello stato. A questo punto chiediamo: il capo della polizia non ha niente da dire? Il ministro degli Interni farà finta di nulla anche stavolta? Il parlamento continuerà a tenere in un cassetto la legge sulla commissione d'inchiesta?
COMMISSIONE PARLAMENTARE D'INCHIESTA - «La testimonianza resa da Michelangelo Fournier è l'ennesima conferma della necessità di istituire quella commissione parlamentare d'inchiesta sui fatti del G8 di Genova, prevista nel programma di governo dell'Unione e che il centrodestra, nella precedente legislatura, ha sempre negato». Lo afferma il vice presidente della Camera e parlamentare della Sd, Carlo Leoni, commentando la deposizione di oggi presso il tribunale penale di Genova.

martedì 12 giugno 2007

No Bush! Bella Ciao!



In Piazza del Popolo, a Roma, durante il sit in di protesta contro l'arrivo di Bush, abbiamo girato il video dell'esibizione dei Modena City Ramblers accompagnati dai Folkabbestia.
Se cliccate sul video e andate alla pagina di YouTube potrete vedere come le due distinte manifestazioni contro il presidente americano abbiano suscitato numerose reazioni a volte anche rabbiose. Addirittura questo video si è piazzato al 65° posto nella classifica dei video più commentati del giorno 11 giugno. Ciò è indicativo del dibattito che si sta sviluppando intorno al futuro del nostro partito e alla spaccatura dei Movimenti.

domenica 10 giugno 2007

L'assessore

Il segretario del nostro circolo Giuseppe Dubla è stato nominato dal Sindaco Raffaele Ricchiuti assessore con delega all'Assistenza, Sport e Tempo libero.

La Giunta Comunale sarà composta anche da:
  • Anna Maria Mangieri (Vice Sindaco con delega ai Tributi comunali, Igiene e Sanità, Servizi pubblici locali, Istruzione e Turismo)
  • Giuseppe Montefinese (Lavoro, Industria, Agricoltura, Commercio e Artigianato)
  • Sante Coretti (Politiche giovanili, Cultura, Beni monumentali, architettonici e naturalistici, Arredo e decoro urbano)
  • Leonardo Recchia (Patrimonio, Edilizia, Urbanistica, Lavori Pubblici e Ambiente)
  • Michele Vitucci (Politiche sociali, Aree mercatali, Informatica comunale, Finanziamenti regionali, nazionali e comunitari)

giovedì 7 giugno 2007

martedì 5 giugno 2007

venerdì 1 giugno 2007

28 maggio 2007: la vittoria!

Un omaggio alla vittoria della lista Uniti per Ferrandina e del sindaco Elio Ricchiuti: un racconto per immagini dal pomeriggio di attesa del 28, passando per la serata di festa in Piazza Plebiscito, fino alla proclamazione ufficiale degli eletti del 29 mattina.
Buona visione!

Rifondiamo l'agenda...

  • 2-8 giugno: Rostok, Germania, manifestazioni anti-G8
(info: http://www.giovanicomunisti.it)

  • 9 Giugno: Manifestazione nazionale, "Con l'altra America fermiamo tutte le guerre di Bush" in occasione della visita a Roma del presidente americano nella capitale
(info: http://www.nobush2007.org)

  • 16 Giugno: Manifestazione nazionale, Roma Pride 2007 - Parità, Dignità, Laicità
(info: http://www.romapride.it)

  • 16-17 Giugno: A Roma nasce la Sinistra Europea in Italia
(info: http://www.sinistraeuropea.it)

mercoledì 30 maggio 2007

Hasta la victoria siempre!

2 compagni veri al Consiglio Comunale

Triste, solitario y final

Un caloroso saluto dai "comunistacci"
al Sen. Dott. Prof. Saverio D'Amelio, già sindaco.

martedì 29 maggio 2007

Vittoria!


Con 3300 voti pari al 54,91%
la lista Uniti per Ferrandina
ha vinto le elezioni amministrative:
RAFFAELE RICCHIUTI è il nuovo sindaco di Ferrandina




Per la prima volta nella storia
avremo due candidati di Rifondazione Comunista
nella maggioranza del Consiglio Comunale:

GIUSEPPE DUBLA con 194 preferenze
e
FERDINANDO EUSTAZIO con 168 preferenze

Grazie a tutti i cittadini, i compagni, i giovani
che ci hanno dato fiducia.


venerdì 25 maggio 2007

Appello al voto di Ferdinando Eustazio

UN’ALTRA FERRANDINA E’ POSSIBILE

I risultati delle ultime amministrazioni comunali sono sotto gli occhi di tutti.
Mi chiedo, ci chiediamo, se si debba continuare in questa direzione. Con convinzione faccio appello agli indecisi: mai come ora occorre che ognuno si assuma le sue responsabilità di elettore e cittadino ferrandinese.
Astenersi dall’esercizio del diritto e del dovere del voto non giova a nessuno.
Nessuno si privi di un momento decisionale così importante!
Ferrandina DEVE uscire dal suo immobilismo politico, culturale, sociale, dal suo grigiore.
Per un reale cambiamento della nostra comunità occorre sì competenza ma anche tanto impegno, umiltà e semplicità.
Credo di poter offrire queste qualità.
Siamo noi giovani, la freschezza delle nostre idee a dover essere il motore dell’innovazione.
Ebbene, ho bisogno del vostro sostegno affinché quanto detto possa trasformarsi in una bellissima realtà.

IL NOSTRO TEMPO E' QUI E COMINCIA ADESSO

giovedì 24 maggio 2007

Appello al voto di Giuseppe Dubla

La campagna elettorale volge al termine.
Sono state settimane intense e fitte di incontri, durante i quali abbiamo illustrato i contenuti del Programma che abbiamo elaborato, e che proponiamo al giudizio dei cittadini.
E’ un Programma serio, realizzabile e ricco di idee frutto di un lavoro comune.
Abbiamo portato nelle piazze il nostro progetto, discutendone con i cittadini, con toni pacati e con la più rivoluzionaria della armi: la gentilezza.
I nostri avversari, invece, si sono caratterizzati soprattutto per lo stile che li ha accompagnati per tutta la campagna elettorale. I loro comizi, infatti, sono stati vuoti di contenuti programmatici (come del resto i nove anni che chi lasciamo alle spalle: la famosa "continuità nella discontinuità", e pieni di insulti e accuse infamanti agli avversari.
Già questo dovrebbe far riflettere gli indecisi.
In più, solo ieri, è spuntato il loro programma.
UNA DOMANDA:
non vi sembra che il programma arrivi con "appena nove anni di ritardo" e proposto dalle stesse persone che hanno fallito nella guida del paese?
Io credo che nove anni siano sufficienti per dare risposte concrete ai cittadini. E invece, dopo aver dormito tranquillamente per tutto questo tempo, oggi vi chiedono di rinnovargli la fiducia.
Riflettete e decidete senza condizionamenti: siate liberi!
Se l’amministrazione uscente vi ha soddisfatti, ridatele fiducia.
Se invece, come ritengo, credete in un progetto realistico e alternativo, che guarda al futuro con entusiasmo e concretezza, allora votate UNITI PER FERRANDINA.

COMUNQUE VADA, GRAZIE.

Elezioni amministrative 27-28 Maggio


VOTA DUBLA

VOTA EUSTAZIO

per RICCHIUTI Sindaco


mercoledì 23 maggio 2007

Intervento di Giuseppe Dubla

Ecco l'intervento di Giuseppe Dubla al comizio della lista Uniti per Ferrandina tenutosi in Piazza Mattei:

Cari compagni, cittadini, “comunistacci”, “compagnosky”.
Donne e uomini che avete attraversato il novecento, che avete esercitato la più inoffensiva di tutte le libertà: quelle di fare uso pubblico della ragione, sempre. Vi abbraccio con tutto il sentimento e l’orgoglio che questa piazza può contenere.
Molti di voi già mi conoscono, ma per chi non mi conoscesse ancora mi presento: sono Giuseppe Dubla, il segretario politico del circolo di Rifondazione Comunista di Ferrandina. Come tale, ho il preciso dovere, per la responsabilità che il mio ruolo mi attribuisce, di fare alcune riflessioni circa l’attacco ignobile sferrato al nostro partito (e di riflesso a tutta la coalizione) da parte del sindaco uscente. Prima, però, voglio ringraziare tutta la coalizione e il prossimo sindaco di tutti i ferrandinesi per la solidarietà e l’affetto dimostratoci in questi giorni. Sabato scorso, si è consumato l’ennesimo atto di arroganza e inciviltà di cui sono capaci i nostri antagonisti. Immagino il tono usato per gettare fango su di noi: “eh, i compagnoschi, quei comunistacci, lo sappiamo che cosa fanno nella sezione…”
Mi dispiace deluderti caro Sen. Dott. Prof., ma in quella sezione (che tra l’altro è una casa privata generosamente messa a disposizione gratis dal compagno Ferdinando Eustazio, di cui mi onoro essere amico e compagno) si prova ad elaborare una politica propositiva, inclusiva, costruttiva, al contrario di ciò che tu insieme alla tua amministrazione hai prodotto in questi lunghissimi nove anni di immobilismo. Ed è perfettamente inutile che provi a trascinarci nella rissa e nella melma delle offese, è una materia che non ci interessa, una logica che non ci appartiene e che lasciamo volentieri a te e alla tua compagine perché in questo siete tutti bravissimi!
Cos’è che da tanto fastidio, il fatto che esistano forse persone che non si piegano alla logiche perverse imposte in tanti anni e che hanno prodotto il degrado in cui versa Ferrandina?
Oppure da fastidio caro Sen. Dott. Prof. che Rifondazione Comunista si sia battuta insieme ad altri partiti e tantissimi cittadini per evitare che la realizzazione di una discarica per rifiuti pericolosi sul nostro territorio o per aver avviato una discussione importante intorno al tema della centrale a biomasse?
O forse perché abbiamo avviato il dialogo tra tutte le forze politiche del centro sinistra per giungere alle scelte del candidato sindaco?
Ci dispiace se la nostra voce ti infastidisce, ma il silenzio non fa parte della nostra pratica politica: rassegnati perché questi siamo noi, questo è ciò che facciamo, con il massimo impegno e la serietà di sempre, il resto non ci riguarda.
Oltre agli insulti e agli oltraggi, non abbiamo sentito una sola autocritica da parte degli amministratori uscenti. E il paradosso è che del disastro che c’è a Ferrandina, sono riusciti a dare la colpa a tutti meno che a loro stessi.
E allora io sono proprio contento di far parte di questo gruppo di persone normali, e di dare il mio piccolo contributo ad un progetto che si propone e vi propone di mettere la parola fine a nove anni di governo cittadino assolutamente statico. Il nostro progetto è scritto nel programma che abbiamo distribuito alle famiglie e che costituisce l’impegno che la lista Uniti per Ferrandina assume nei confronti della città. Mi piace immaginare Ferrandina come un grande veliero che in questo momento ha le vele ammainate e l’ancora giù in fondo al mare: capitano Elio, issiamo le vele e salpiamo l’ancora, perché il vento è cambiato! E’ il vento del riscatto civile, della solidarietà, della partecipazione, dei progetti realizzabili, della pace.
Concludo con due appelli: il primo scontato a voi presenti di accordarci la fiducia, il secondo ai componenti della lista avversaria: domenica 27 e lunedì 28 maggio quando vi saranno consegnate le schede elettorali guardatele bene, entrate nella cabina elettorale, fatevi un esame di coscienza (che durerà meno di una frazione di secondo) e votate per la lista Uniti per Ferrandina, perché sarebbe la prima cosa saggia e utile che avrete fatto per questo paese.

Viva Elio Ricchiuti, viva Uniti per Ferrandina e Hasta la victoria sempre!

lunedì 21 maggio 2007

Intervento di Ferdinando Eustazio

Ecco l'intervento di Ferdinando in occasione del comizio tenuto dalla lista Uniti per Ferrandina in piazza Purgatorio:

Care compagne e cari compagni, cari cittadini di Ferrandina.
Non mi piace parlare dal palco, non mi piace questa altezza, preferisco sicuramente stare in mezzo a voi.
Non raccogliamo assolutamente le accuse e le provocazioni lanciate ieri sera in questa piazza, culla della migliore tradizione del popolo ferrandinese.
Sappiatelo: la porta della nostra casa è sempre stata aperta e sempre lo sarà.
E poiché vengo da una cultura contadina e operaia, della quale sono fiero e orgoglioso, la tavola dei miei nonni, dei miei genitori e anche la mia è sempre pronta ad accogliere anche l’ospite che arriva all’ultimo momento. C’è posto per tutti da noi.
La cultura del mio partito mi ha insegnato che la politica è la ricerca paziente, impegnata e faticosa della soluzione dei mille problemi reali delle persone. Per questo rifiutiamo categoricamente la cultura dell’insulto che offende l’intelligenza di tutti.
Per dirla con le parole del Presidente della Camera, "OGGI LA GENTILEZZA E’ UNA QUALITA’ RIVOLUZIONARIA".
Da sempre il mio partito è sceso nelle piazze contro la guerra, contro il terrorismo, contro la violenza alle donne, contro la violenza verso i nostri fratelli migranti che tanto ci ricordano la nostra storia di popolo emigrante.
Ma veniamo a Ferrandina: abbiamo bisogno di TUTTO. Le strade, l’illuminazione pubblica, gli impianti sportivi, gli edifici scolastici, i cumuli di spazzatura, l’assenza totale di attività culturali e di spazi per i bambini forse dimenticati perché non ancora elettori. Mancano i servizi per gli anziani non autosufficienti e per i disabili.
Bene, questi sono i problemi di cui insieme ai cittadini mi voglio occupare attivando politiche di democrazia partecipata in un nuovo orizzonte che parli il linguaggio dei giovani.
E' dei giovani che desidero portare in consiglio comunale i problemi, le attese, i sogni, il desiderio di una Ferrandina solidale e attenta.

PERCHE’ VOGLIAMO ESSERE PROTAGONISTI DEL NOSTRO FUTURO.

PERCHE’ UN ALTRO MONDO E’ POSSIBILE.

PERCHE’ UN’ALTRA FERRANDINA E’ POSSIBILE.

PERCHE’ IL NOSTRO TEMPO E’ QUI E COMINCIA ADESSO.