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domenica 2 novembre 2008

Comunicato stampa Ecoil

E’ notizia di questi giorni che la Provincia di Matera abbia dato parere favorevole alla riapertura del procedimento autorizzativo per la realizzazione dell’impianto di rigenerazione di oli esausti ECOIL nel territorio di Ferrandina.
Tale impianto dovrebbe rigenerare oli esausti per 65.000 tonnellate l’anno.
Anche la Giunta Regionale di Basilicata (con deliberazione n.1383 del 3/9/08) ha prorogato il termine, già scaduto da oltre sei mesi, per la validità del Giudizio di Compatibilità Ambientale concernente lo stesso impianto, nonostante il processo produttivo sia stato modificato rispetto a quello iniziale.
È alquanto singolare come entrambi gli Enti (Provincia e Regione) abbiano permesso la prosecuzione dell’iter autorizzativo in assenza di un progetto definitivo.
I nostri Consiglieri Comunali Eustazio e Dubla, a tal proposito, hanno richiesto il progetto al Comune di Ferrandina, che ha dichiarato di non esserne in possesso.
In assenza del progetto definitivo, ci chiediamo su quali basi potrà esprimersi il Comune nella Conferenza dei Servizi in programma per il prossimo 12 novembre.
Riteniamo per tanto doveroso che i rappresentanti comunali invitati alla suddetta Conferenza, chiedano il rinvio della stessa in attesa del progetto definitivo, necessario per una corretta e approfondita valutazione sul reale impatto ambientale dell’impianto.

lunedì 4 agosto 2008

Un altro sviluppo è possibile *

Il Circolo PRC di Ferrandina, da sempre in prima linea nella difesa di un territorio già martoriato dalla chimica incontrollata e dall'amianto, esprime seria preoccupazione riguardo ai recenti sviluppi sulla costruzione della MEGADISCARICA DI RIFIUTI PERICOLOSI e della CENTRALE A BIOMASSE in Contrada Venita, e dall'ipotizzato DEPOSITO NAZIONALE DI SCORIE NUCLEARI.
Non può essere questo il futuro auspicabile per la nostra comunità.
Nel ricordare al Sindaco ed a tutta l'Amministrazione che "il Comune è la fabbrica della qualità della vita dei cittadini"**, rilanciamo quindi con forza l'istituzione del PARCO DEGLI ULIVI E DEI CALANCHI.
Il progetto, sostenuto da numerose associazioni ambientaliste lucane (WWF, Legambiente, Movimento No Scorie Trisaia, O.L.A.), è già presente nell'agenda della Regione Basilicata sin dal 2004, nonchè nel programma elettorale della Lista UNITI per FERRANDINA***.
Il Parco Regionale impedirebbe di fatto che la nostra zona diventi un contenitore di rifiuti di ogni genere, siano essi legali o illegali. La sua istituzione, oltre a salvaguardare le peculiarità naturalistiche, storiche ed archeologiche dei Calanchi ne valorizzerebbe il potenziale enorme, in grado di promuovere uno sviluppo economico ecocompatibile basato sull'agricoltura di qualità, sulla ricerca scientifica, sul turismo culturale e sul risparmio energetico. Non solo: l'incremento occupazionale sarebbe di gran lunga maggiore e più duraturo rispetto, ad esempio, agli eventuali 30 posti di lavoro sbandierati a proposito della centrale a biomasse.
Chiediamo pertanto che, da subito, l'Amministrazione Comunale si pronunci in maniera chiara, inequivocabile e sostanziata da atti ufficiali, a favore dell'istituzione del Parco e di conseguenza assuma sull'argomento un ruolo propositivo ed efficace nelle sedi opportune.
La questione ambientale è uno dei temi fondamentali della politica di Rifondazione Comunista, nonchè un punto dirimente nei rapporti con l'attuale maggioranza su cui saremo IRREMOVIBILI.
Il nostro Circolo si impegna ad organizzare nei prossimi giorni un'importante iniziativa pubblica con la presenza di esperti e addetti ai lavori per informare, sensibilizzare e creare percorsi concreti, condivisi con la cittadinanza ferrandinese.
Note:
* - Titolo a pag. 17 del programma elettorale Uniti per Ferrandina
** - Premessa a pag. 6 del programma elettorale Uniti per Ferrandina
*** - "Promuovere la valorizzazione delle zone Calanchi" (pag. 10) - "Creazione del Parco degli Ulivi al fine di salvaguardare e diffondere l'antica tradizione olearia" (pag. 13) dal programma elettorale Uniti per Ferrandina.

domenica 20 luglio 2008

Incontro pubblico

Lunedi 21, alle ore 18, nella nostra sezione in Via S. Lucia, 12 terremo un incontro sulle problematiche ambientali che riguardano il territorio di Ferrandina.

Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

sabato 5 aprile 2008

Si istituisca subito il Parco Regionale degli ulivi e dei calanchi - No alla discarica di rifiuti pericolosi

Nel corso della riunione tenutasi nella Sala Consiliare del Comune di Ferrandina tra l’Amministrazione Comunale e il Comitato antidiscarica di rifiuti pericolosi che la Basento Ambiente srl vorrebbe costruire in contrada Venita, la Sinistra l’Arcobaleno ha ribadito la sua contrarietà a questo ennesimo scempio ambientale.
Tra le innumerevoli ragioni per contrastare questo progetto ha evidenziato l'incompatibilità della discarica con la vocazione dell’area interessata che già nel programma elettorale di Uniti per Ferrandina, su nostra proposta, viene individuato come sito destinato all’agricoltura biologica e sede del PARCO REGIONALE DEGLI ULIVI E DEI CALANCHI.
Pertanto e considerato che dopo la valutazione d’impatto ambientale l’autorizzazione deve essere rilasciata dalla Regione Basilicata, sollecitiamo l’Amministrazione Comunale a rilanciare con forza nei confronti della Regione stessa l'istituzione del Parco e la Provincia di Matera ad approvare il Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti pericolosi.
La Sinistra
l’Arcobaleno infine riconferma la proposta di acquistare 1 mq per ogni cittadino di Ferrandina, così come già sperimentato in altre parti d’Italia (TAV) atteso che i terreni interessati non sono nella disponibilità di Basento Ambiente ma di proprietà dell’ALSIA.

sabato 29 marzo 2008

Abbattiamo l'indifferenza!

Domenica 30 marzo, alle ore 11.00, presso Piazza De Gasperi, banchetto elettorale e avvio della raccolta firme per chiedere all'Amministrazione Comunale di far ripiantare gli alberi tagliati in modo indiscriminato in via Mazzini.

Si può aderire anche on line inviando una mail a prcferrandina@libero.it o postando un commento. Si prega di specificare il nome, il luogo e la data di nascita.
Di seguito il testo dell'appello:


ABBATTIAMO L’INDIFFERENZA!
DUE NUOVI ALBERI PER OGNI PIANTA TAGLIATA

Il taglio degli alberi in un’aiuola di via Mazzini (incrocio Madonnina) ha reso più spoglia l’area e Ferrandina più povera di una risorsa importante qual è il verde.
Che la scelta dell’Amministrazione comunale di autorizzare l’abbattimento di circa dieci piante a grosso fusto sia stata giusta o sbagliata conta poco. Adesso conta rimediare!
In che modo? Piantando nuovi alberi al posto di quelli rimossi.
Per questa ragione chiediamo al sindaco Raffaele Ricchiuti di sanare lo scempio, facendo piantare in quell’area due alberi per ogni pianta abbattuta.

giovedì 27 marzo 2008

Basilicata No Oil


Noi cittadini impegnati nella politica, nella cultura e nelle arti, nei lavori e nell’impresa, negli studi e nella ricerca non possiamo restare indifferenti o in silenzio dinanzi al pericolo di un vero e proprio annichilimento del destino dei cittadini della Basilicata per l’improvvida decisione di vincolare oltre il 60% dell’intero territorio lucano agli interessi delle Compagnie petrolifere.
Non riusciamo neppure ad immaginare quali siano le motivazioni che spingono le classi dirigenti a cedere alle multinazionali la sovranità su un territorio tanto vasto, con il rischio di una condanna a un miserabile destino, in cui le elemosine delle royalties petrolifere e delle sovvenzioni in aeternum potranno servire unicamente a portare impercettibili miglioramenti ad un irreversibile degrado ambientale, sociale e civile.
Siamo persuasi che le risorse naturali di un paese appartengano ai cittadini e vadano usate nel nell’interesse di tutti e, soprattutto, delle generazioni future. La popolazione lucana, che vive zone nelle quali le risorse naturali come l’acqua (si pensi che recentemente la COCA COLA ha acquisito le “Fonti del Vulture”), come quelle fossili (il petrolio e il metano) abbondano, invece di trarre beneficio da tale ricchezza, vede aumentare giorno per giorno la usa precarietà. In una logica in cui l’idea dello sfruttamento pervade di sé tutto, con violazione dei diritti all’informazione, corruzione, impoverimento delle campagne, assenza di futuro.
Esprimiamo la nostra solidarietà partecipe al Comitato lucano NO OIL e per le Energie Rinnovabili – costituito dalle associazioni e dai movimenti ambientalisti lucani e delle forze politiche della Sinistra d’alternativa – che sta cercando di far conoscere questa grave situazione di pericolo, ma incontra il silenzio delle istituzioni locali e nazionali. Il Comitato evidenzia la contraddizione che, da un lato, vede la Comunità Europea spronare i Paesi membri ad incrementare l’uso di energie rinnovabili e, dall’altro, l’Italia che dimezza gli obiettivi nazionali, tornando al passato. La Lucania – terra di scarsa densità demografica, di cospicue risorse d’acqua e giacimenti fossili – subisce questa contraddizione e, conseguentemente, il conflitto tra fonti di energia, ambiente e cultura locale è destinato a inasprirsi. La Basilicata – con il suo stato di estrema precarietà anche dei propri giovani – ha una storia debole innanzitutto perché è innanzitutto debole e precaria la condizione delle sue classe dirigenti, oramai avvitata su se stessa in una profonda crisi organica. Affrontare la precarietà è un’urgenza a cui bisogna mettere mano da subito, per contribuire a riportare questa regione nella storia. E, possibilmente, in una storia di avanzamento civile.
Che prospettiva potrà avere questa regione, se viene mutilata e brutalizzata persino nelle sue albe, nei suoi tramonti e nei suoi paesaggi?
Come accettare un destino, che è soprattutto fatto di fughe dalla Basilicata, di esodi paragonabili solo a quelli degli anni sessanta?
Lo stesso Mezzogiorno potrà avere un destino se ci sarà un ‘popolo del mezzogiorno’ che lo costruisce assieme alla politica ed ai governi. Il ruolo dei gruppi dirigenti deve essere quello di regolare e programmare, non potendo accettarsi una azione che, in una continua razionalizzazione dell’esistente, finisce con l’essere un fattore dell’accumulazione capitalistica, nell’intreccio perverso che si è determinato di mercificazione della politica e di politicizzazione dell’economia.
Tutto ciò, ovviamente, anche nella consapevolezza che la sfrenata corsa all’oro nero alimenta indirettamente la spirale scellerata della guerra.
Ecco, noi crediamo che tutto questo debba essere ricordato alle classi dirigenti. Che tutto questo debba essere appropriazione del popolo di Basilicata, affinché esso si riscuota ed esca dai processi di passivizzazione che il modello neoliberista imperante si porta dietro; affinché si contribuisca al prevalere di un interesse generale in grado di interpretare la storia, gli interessi e il destino di questa regione.
Noi speriamo di poter sostare ancora sulle rive dello Jonio e ammirare i paesaggi ritratti in tanta cinematografia d’autore; poter godere ancora quelle nitide luci catturate da Ortega e da Guerricchio, da Rosi e Arrabal; poter continuare a cogliere ancora gli smarrimenti di Levi e di Pasolini, cogliendo in questa parte del sud ‘tutti i sud del mondo’; poter ritrovare ancora la proverbiale convivialità che ha reso i lucani famosi in tutto il mondo. Non riusciamo proprio ad immaginare quel mare punteggiato di piattaforme per l’estrazione del petrolio, quei paesaggi, tratteggiati da Francesco Rosi, degradati per le mene egoistiche e miopi dei prepotenti.
Il Comitato NO OIL si è meritevolmente assunto un grande compito che ci auguriamo incontri una risposta responsabile di tutta la regione. È questo il senso di un appello scritto per la salvezza della Basilicata, raccogliendo adesioni anche al di fuori di essa.

Per aderire all'appello inviare una mail a basilicatanooil@libero.it o consultare il sito internet http://basilicatanooil.blogspot.com

sabato 22 marzo 2008

Moratoria per pozzi di petrolio e discariche

"Una moratoria per tutte le richieste che riguardano ricerche e scavi di pozzi di petrolio e nuove discariche".
E’ la posizione de la Sinistra l’Arcobaleno ribadita da Titti De Simone, capolista alla Camera, che ha espresso il sostegno alle iniziative promosse in queste festività pasquali dall’Associazione OLA , da associazioni ambientaliste, comitati popolari e singoli cittadini.
"Le compagnie petrolifere – afferma De Simone – non possono considerare la Basilicata la "Nigeria del Sud d’Italia" dove tutto può essere consentito, compreso il trivellamento a pochi passi dalla foce del fiume Agri o in zone e riserve naturali protette e persino a pochi metri dal litorale ionico-metapontino. Se il 60-70% del territorio lucano risulta "perforabile" con una ventina di autorizzazioni rilasciate negli ultimi mesi, ciò significa che la Regione, in troppe occasioni, ha chiuso un occhio rispetto a situazioni di assalto selvaggio al territorio, come nei casi di Montegrosso, tra Potenza e il Parco della Grancia, a Monte Li Foj di Picerno, a Villa d’Agri, per citare solo alcuni degli ultimi esempi di aggressione delle società petrolifere. Quanto alla discarica di Ferrandina, sosteniamo l’iniziativa popolare che vede protagonista la Sinistra l’Arcobaleno del centro del Materano attraverso le proposte al Sindaco di indire un Referendum e ai cittadini di acquistare 1 mq dell’area interessata alla progettata discarica. Vogliamo ricordare, infine, che nel programma della Sinistra L’Arcobaleno si prevede una rivisitazione più severa della procedura di impatto ambientale e una seria politica di tutela e conservazione dei territori e dell’ambiente, che metta al centro la salute dei cittadini, in un nuovo modello di sviluppo eco-compatibile."

venerdì 21 marzo 2008

No alla mega discarica!

Per chi ha perso la memoria, per chi c'era e per chi non c'era, ricordiamo:

- Il volantino del PRC del 5 febbraio 2006
- L'articolo di Margherita Agata sul Quotidiano della Basilicata del 31 gennaio 2006

Inoltre pubblichiamo di seguito il comunicato ricevuto dalla O.L.A.:


LA REGIONE SI OPPONGA ALLA MEGA DISCARICA INDUSTRIALE IN VAL BASENTO

La O.L.A. (Organizzazione Lucana Ambientalista), coordinamento territoriale apartitico di associazioni, movimenti, comitati e cittadini, nell'apprendere che nella prima delle due sessioni plenarie della Commissione VIA si è dato parere favorevole alla realizzazione di una mega discarica di rifiuti pericolosi in territorio di Ferrandina (MT), evidenzia ancora una volta come la Basilicata sia ormai diventata "terra asservita all'interesse nazionale".
Questo accade anche in mancanza di un piano regionale di gestione rifiuti a cui la Regione Basilicata si sottrae attraverso deroghe e inadempienze, impedendo in questo modo l'autodeterminazione che le comunità chiedono a gran voce di perseguire contro i progetto calati dall'alto.
La O.L.A. oltre ad evidenziare che sul sito web del Ministero dell'Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare, alla voce "progetti di osservazione da parte del pubblico" non vi sia alcun riferimento all'opera esaminata dalla Commissione VIA, denuncia la mancata applicazione della Direttiva Comunitaria 2003/35/CE in materia di partecipazione del pubblico nell'elaborazione di piani e programmi in materia ambientale, aprendo in questo modo ulteriori strade verso infrazioni comunitarie.
Nel prendere atto che questa ennesima vicenda conferma la superficialità colpevole della Regione Basilicata, così come dimostrano le dichiarazioni al Quotidiano di Basilicata da parte del Sindaco di Ferrandina che conferma ancora una volta di non essere stato interpellato in proposito, la O.L.A. chiede ai cittadini ed alle forze sindacali di far sentire la propria voce contro chi vuole scaricare in Val Basento altre migliaia di tonnellate di rifiuti industriali tossici e nocivi approfittando del ricatto occupazionale e della bonifica che tarda ad essere effettuata.

giovedì 20 marzo 2008

A volte ritornano...

LA SINISTRA L’ARCOBALENO RIBADISCE CON FORZA LA SUA CONTRARIETA’ ALL’ENNESIMO SCEMPIO AMBIENTALE CHE SI VORREBBE CONSUMARE NEL TERRITORIO DI FERRANDINA.

La notizia del parere favorevole espresso dalla commissione tecnica V.I.A. (Valutazione d’Impatto Ambientale) del Ministero dell’Ambiente circa la costruzione di una mega discarica di rifiuti pericolosi, desta in noi sdegno e preoccupazione perché dimostra ancora una volta di non tenere in considerazione le legittime esigenze e preoccupazioni del territorio e dei cittadini, che si erano già espressi in moltissimi con una petizione popolare inviata con raccomandata, sia allo stesso Ministero che alla Regione Basilicata e alla Provincia di Matera.
L’ipotesi di insediamento di questa opera ha prodotto, infatti, l’immediata reazione dei cittadini che si sono spontaneamente costituiti in un comitato anti-discarica. A questo aggiungiamo la contrarietà espressa dall’Amministrazione Comunale di Ferrandina.
Chiediamo, dunque, al Sindaco di indire un referendum cittadino e invitiamo tutti i ferrandinesi ad acquistare 1 mq dell’area interessata.
Vogliamo ricordare, infine, che nel programma della Sinistra l'Arcobaleno si prevede una rivisitazione più severa della procedura di impatto ambientale e una seria politica di tutela e conservazione dei territori e dell’ambiente, che metta al centro la salute dei cittadini, in un nuovo modello di sviluppo eco-compatibile.

venerdì 29 febbraio 2008

Convegno Energia


VERSO QUALE ENERGIA NEL PIANO ENERGETICO REGIONALE?
UN'ATTENTA DISAMINA TRA OPPORTUNITA' E MISTIFICAZIONI

Sabato 1° marzo
Hotel degli Ulivi - Ferrandina (MT)

coordina:
GIANNI PALUMBO (Direttivo Nazionale Forum Ambientalista)

relazioni:
JUDITH AMIT (promotrice di Life Gate Energy e Impatto Zero)
GIANNI NAGGI (responsabile Energia del Forum Ambientalista)
MARIO AGOSTINELLI (Contratto Mondiale per l'Energia)
NICO PERRONE (saggista, docente universitario)
CIRO PESACANE (presidente nazionale Forum Ambientalista)

partecipano:
COMITATI "NO OIL" BASILICATA
ORGANIZZAZIONE LUCANA AMBIENTALISTA

interviene:
ROBERTO MUSACCHIO
(Vicepresidente Commissione Clima dell'Unione Europea)

programma:
ore 10.00 start relazioni
ore 13.30 pausa pranzo
ore 15.30 gruppi di lavoro
ore 17.00 assemblea plenaria e conclusioni

Il convegno è ad Impatto Zero, cioè sottoposto ad un metodo di calcolo, con il supporto scientifico dei Politecnici di Losanna (CH) e Torino e dell'Università di Padova, metodo che quantifica il costo ambientale totale (energia, rifiuti, consumo di prodotti per la realizzazione dell'evento) in termini di emissioni di anidride carbonica equivalente immessa in atmosfera. Tale costo sarà compensato attraverso un sistema che verrà descritto durante i lavori e di cui si farà carico l'organizzazione stessa del convegno.

giovedì 2 agosto 2007

Questione nucleare

Di seguito l'0rdine del giorno concernente la questione nucleare nazionale e regionale presentato dal Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista/SE e approvato nella seduta consiliare del 1 agosto 2007
Il Consiglio Comunale di Ferrandina
Preso atto
delle sollecitazioni venute da parte del cartello di associazioni costituito dalla "OLA" Organizzazione Lucana Ambientalista, dal Coordinamento territoriale dei movimenti contro il nucleare, dai movimenti No Scorie Metaponto, No Scorie Trisaia e ScanZiamo le scorie, firmatarie del documento per la "chiusura del Nucleare Lucano e Nazionale e per una risoluzione della questione nucleare lucana".
Constatata
  • la grave e pericolosa situazione dovuta alla giacenza di rifiuti radioattivi presso il centro nucleare Enea Sogin della Trisaia di Rotondella, di cui si attende ancora la messa in sicurezza e la presenza di materiale nucleare statunitense (64 barre di Elk River di natura militare) del quale si chiede la restituzione al governo USA;

Considerata

  • la necessità nel territorio metapontino di particolari e specifiche misure di controllo e protezione della popolazione, di un monitoraggio ambientale permanente, di un piano di emergenza esterno in caso di incidente nucleare al Centro Enea di Rotondella, oltre che di una indagine epidemiologica tesa a verificare eventuali correlazioni fra la contrazione di alcune neoplasie da parte della popolazione dell'area e la presenza del centro stesso;

Visti

  • gli incidenti verificatisi all'interno del centro della Trisaia di Rotondella (non ultima la fuga di radiazioni dalla cosiddetta fossa irreversibile);

Visto inoltre

  • che la "road map" del Ministero dello Sviluppo Economico preveda la consultazione delle istituzioni regionali per individuare il deposito unico nazionale di scorie radioattive, ipotesi quest'ultima già formalmente e ufficialmente avversata dalle regioni Piemonte, Lazio, Liguria, Calabria, Toscana e Puglia;

Si impegna

in ossequio ai principi di pace, libertà civile e democratica espressa dalla mobilitazione popolare del novembre 2003, recuperandone la domanda di democrazia e condivisione nelle scelte strategiche per il futuro delle comunità, a sollecitare gli organi preposti, Parlamento e Governo, ad attivarsi per la restituzione delle 64 barre di uranio provenienti dalla centrale statunitense di Elk River;

a contrastare qualsiasi ipotesi di sito unico nazionale per lo stoccaggio di scorie nucleari nel proprio territorio ed in quelli limitrofi.

Il presente O.d.G. è trasmesso al Presidente della Regione Basilicata, al Presidente del Consiglio Regionale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per le Attività produttive, al Ministero all'Ambiente, alla Presidenza del Senato della Repubblica, alla Presidenza della Camera dei Deputati.