mercoledì 29 agosto 2007
Tesseramento 2007
giovedì 2 agosto 2007
Interrogazione
Premesso
- che già da alcune settimane sono scaduti i contratti Co.Co.Co. di 3 unità e che ad oggi non risulta nessun atto amministrativo di rinnovo degli stessi;
- che altri contratti sono in scadenza nei prossimi mesi;
- che i suddetti svolgono mansioni utili per la comunità;
Considerato inoltre
- la platea di LSU in carico all'Ente che continuano a prestare servizi alla collettività in una situazione di precarietà;
Considerato
- che, seppur in assenza di una riorganizzazione dei servizi e degli uffici rispondente alla realizzazione del programma amministrativo, vi sono stati provvedimenti inattesi di cambio di mansioni inerentio il personale dipendente in organico;
Si chiede
- di deliberare immediatamente l'assunzione dei 3 lavoratori titolari del contratto scaduto, anche sulla falsariga di provvedimenti adottati da altri enti, quali ad esempio il Comune di Policoro;
- di conoscere quale programma intende attuare l'Amministrazione per la stabilizzazione degli LSU.
Si chiede infine
di conoscere quale criterio ha adottato il Sindaco nel disporre il cambio di mansioni dei dipendenti in organico e se tali trasferimenti sono stati precedentemente condivisi con i lavoratori e/o con le organizzazioni sindacali.
Ferrandina, 01/08/2007
Il Consigliere Comunale
Ferdinando Eustazio
Questione nucleare
- la grave e pericolosa situazione dovuta alla giacenza di rifiuti radioattivi presso il centro nucleare Enea Sogin della Trisaia di Rotondella, di cui si attende ancora la messa in sicurezza e la presenza di materiale nucleare statunitense (64 barre di Elk River di natura militare) del quale si chiede la restituzione al governo USA;
Considerata
- la necessità nel territorio metapontino di particolari e specifiche misure di controllo e protezione della popolazione, di un monitoraggio ambientale permanente, di un piano di emergenza esterno in caso di incidente nucleare al Centro Enea di Rotondella, oltre che di una indagine epidemiologica tesa a verificare eventuali correlazioni fra la contrazione di alcune neoplasie da parte della popolazione dell'area e la presenza del centro stesso;
Visti
- gli incidenti verificatisi all'interno del centro della Trisaia di Rotondella (non ultima la fuga di radiazioni dalla cosiddetta fossa irreversibile);
Visto inoltre
- che la "road map" del Ministero dello Sviluppo Economico preveda la consultazione delle istituzioni regionali per individuare il deposito unico nazionale di scorie radioattive, ipotesi quest'ultima già formalmente e ufficialmente avversata dalle regioni Piemonte, Lazio, Liguria, Calabria, Toscana e Puglia;
Si impegna
in ossequio ai principi di pace, libertà civile e democratica espressa dalla mobilitazione popolare del novembre 2003, recuperandone la domanda di democrazia e condivisione nelle scelte strategiche per il futuro delle comunità, a sollecitare gli organi preposti, Parlamento e Governo, ad attivarsi per la restituzione delle 64 barre di uranio provenienti dalla centrale statunitense di Elk River;
a contrastare qualsiasi ipotesi di sito unico nazionale per lo stoccaggio di scorie nucleari nel proprio territorio ed in quelli limitrofi.
Il presente O.d.G. è trasmesso al Presidente della Regione Basilicata, al Presidente del Consiglio Regionale, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, al Ministero per le Attività produttive, al Ministero all'Ambiente, alla Presidenza del Senato della Repubblica, alla Presidenza della Camera dei Deputati.
mercoledì 11 luglio 2007
Crisi industriale
Il Governo si occupi del Sud.
Il gruppo consigliare di Rifondazione Comunista alla Provincia di Matera nell’apprendere dell’ennesima crisi che ha investito il già fortemente compromesso tessuto industriale della nostra provincia - con l’avvio unilaterale della procedura di mobilità alla CFP di Pisticci Scalo dove si perdono 69 posti di lavoro e l’avvio della procedura di fallimento avviata dalla Nylstar che mette a rischio ammortizzatori sociali e TFR dei lavoratori – denuncia con profonda preoccupazione l’acuirsi di una crisi che viene travolgendo l’intera comunità provinciale e che potrebbe generare un vero e proprio allarme sociale nei nostri territori.
Si ritiene, a tal proposito, non più rinviabile un intervento che deve essere tempestivo e di massa di forze sociali ed enti locali nei confronti di Governo e Regione affinché il Governo nazionale attui la parte del programma relativa alle politiche industriali e del Mezzogiorno e convochi urgentemente il tavolo di confronto nazionale per affrontare organicamente una crisi divenuta insostenibile e che oggettivamente destabilizza e impedisce il governo stesso del territorio.
Matera, 10 luglio 2007
Capogruppo PRC-SE alla Provincia di Matera
martedì 3 luglio 2007
Sinistra Democratica, PRC, Verdi, PdCI sulla nomina della nuova giunta regionale
Nessun tentativo serio è stato posto in essere per un approfondimento strategico e programmatico in grado di rilanciare l’azione di un centrosinistra in evidente affanno; un ricambio nella composizione della Giunta che sicuramente non rappresenta un segnale di rinnovamento; uno spostamento al centro dell’asse politico della coalizione.
L’accordo raggiunto, dopo tanti giorni di alchimie, di scontri tra DS, Margherita, Udeur, Italia valori, SDI ha prodotto un risultato chiaramente orientato da quei partiti e dai loro equilibri interni.
Un clima negativo che ha prodotto contraddizioni evidentissime; una tra tutte la nomina ad Assessore alla Sanità del segretario regionale dell’unico partito della coalizione, l’Udeur, che si è opposto duramente al Disegno di legge presentato dalla precedente Giunta sulla riforma delle ASL.
In questa Giunta non sono presenti le forze della sinistra che hanno firmato il patto di consultazione (Sinistra Democratica, PRC, Verdi e PDCI). Queste forze fin dall’inizio della crisi hanno cercato di esaltare i rapporti politici ed i contenuti programmatici ed hanno chiesto che al primo posto nella riflessione collettiva venisse inserita una profonda riforma della politica, dei suoi strumenti e delle relazioni tra politica, economia e società.
Si è, invece, preferito il terreno degli accordi di composizione dell’Esecutivo, tentando di indebolire la rappresentanza della sinistra.
Il centrosinistra così non cresce e, come è avvenuto a Matera, rischia di allontanarsi dalla società e dai suoi problemi, proseguendo in un’assurda autoreferenzialità.
Le forze del patto di consultazione non condividono queste pratiche e, quindi, non fanno parte della Giunta e giudicheranno il nuovo Esecutivo di volta in volta, sulla base delle politiche e delle scelte programmatiche che verranno proposte.
Al fine di proseguire il lavoro unitario il patto di consultazione darà vita ad un intergruppo in Consiglio regionale.
Potenza, 1 luglio 2007
lunedì 2 luglio 2007
SX
lunedì 25 giugno 2007
Comunicato: PRC e maggioranza regionale
La ridda di voci sul rientro nella maggioranza e magari nella Giunta Regionale del nostro partito, ci impone la necessità di offrire a quanti fanno cronaca ma sono incapaci o impossibilitati a raccogliere le notizie alla fonte, così come a qualche volenteroso quanto vanitoso canterino, la posizione assunta dalla Segreteria regionale del PRC all’incontro voluto dal presidente De Filippo per raccogliere il parere di Rifondazione sulle dimissioni della Giunta e sulle possibilità di ricomporre eventualmente
Agli incontri R.C. si è presentata con una posizione politica condivisa con il PdCI, i Verdi e Sinistra Democratica, forze politiche con le quali si è conseguito preliminarmente un patto di consultazione permanente.
Abbiamo anzitutto condiviso col Presidente De Filippo e coi Segretari regionali Ds, Margherita, Udeur, Sdi che la situazione critica nella nostra regione non consente di perder tempo e che occorre ricomporre immediatamente un quadro politico stabile. Proprio per tale motivo, abbiamo detto con estrema chiarezza e determinazione che avrebbe senso chiedere a Rifondazione Comunista di rientrare nella maggioranza solo a condizione che si vogliano trarre le conclusioni conseguenti al diffuso giudizio che il voto - materano soprattutto ma non solo - reclama la chiusura definitiva e convinta di una fase della politica di Centro Sinistra in Basilicata e un nuovo avvio, con uomini nuovi, nella Giunta, nella dirigenza regionale, negli enti che veramente servono; di acclarata competenza e professionalità; imponendo ai partiti, in questo momento, un passo indietro, soprattutto per dare il segnale chiaro e inconfondibile che i partiti intendono ricercare il consenso elettorale e politico sui programmi e sulle idee, non nell’intreccio tra politica e affari, nel clientelismo, nel familismo, nel populismo.
Sono queste, d’altra parte, le ragioni che portarono Rifondazione, nel gennaio scorso, ad uscire dalla Maggioranza. Occorrono segnali certi che si vogliano cambiare i suonatori oltre che la musica.
Abbiamo accompagnato questa richiesta politica con un documento – anche questo comune a tutte le altre forze strette nel patto di consultazione – per contribuire con le nostre proposte all’eventuale aggiornamento del Programma della Maggioranza, specie nel merito delle problematiche che più ci stanno a cuore: lavoro & precarietà, ambiente, energie, avanzamento sociale nei nostri territori, il ruolo della Basilicata nel Mezzogiorno e nel Mediterraneo.
Michele Saponaro - Segreteria regionale PRC
sabato 23 giugno 2007
Vertenza "Giovani in Basilicata"
La condizione dei giovani in Basilicata e nel Mezzogiorno, è preoccupante; la precarietà determina contraddizioni molto più avanzate rispetto ai luoghi di maggiore benessere e produttività: infatti non si pone soltanto come condizione lavorativa ma si afferma in maniera totalizzante.
La precarietà in Basilicata è sinonimo di mancanze: mancanza di lavoro, di prospettive, di luoghi e momenti di aggregazione, di incontro e crescita collettiva, di indipendenza ed autonomia.
Queste mancanze che si riassumono emblematicamente nel fatto che i giovani lucani vivono in un contesto in cui un quarto delle famiglie è al di sotto della soglia di povertà, rappresentano il vero e proprio dramma di questa regione, anche perché creano dipendenza e subordinazione verso chi ci governa.
Gli stessi giovani sono tra i primi posti in Italia per il consumo di droghe pesanti e di questi in particolare le donne.
La giunta regionale ci ha proposto il "Patto con i giovani", una legge che si pone l’obbiettivo di risolvere la complessa questione giovanile dimostrandosi invece, ad un anno dalla emissione, sterile ed inefficace. Per una serie di ragioni.
Innanzitutto c’è la questione della partecipazione giovanile.
La giunta, tra falsi proclami e slogan propagandistici, scriveva di un patto che si fondava sul dialogo e sull’interazione constante. Nei fatti oggi ci chiamano ad interloquire a cose già fatte, come spettatori più o meno interessati. Avremmo preferito che davvero i giovani e non soltanto il ceto politico giovanile fossero considerati fin dall’inizio come soggettività sociale. Di fatto è mancato il coinvolgimento di tutte quelle realtà come la scuola, l’Università, le associazioni giovanili che sono i luoghi naturali dell’aggregazione sociale. Pensiamo che l’autonomia ed il protagonismo giovanile siano percorsi che si costruiscono giorno per giorno, la democrazia non è un allenamento oratorio ma una pratica reale. La politica deve avere il coraggio di stimolare questa pratica.
Invece il Patto risulta essere null’altro che la semplice accozzaglia di provvedimenti già esistenti, messi insieme a formare un pacchetto che a noi pare utile solo per proliferare il consenso elettorale. 81 milioni di euro sono una somma abbastanza considerevole. A noi non basta sapere che queste risorse vengono spese ma ci interessa il modo in cui si investe. Proprio perché, a differenza di chi ha scritto questo Patto, non crediamo che il talento sia una virtù individuale, quasi un fattore genetico, ma che debba essere un valore collettivo che si da in condizioni di uguali possibilità.
Consideriamo di primaria importanza intervenire sul tema del diritto allo studio e sulla lotta alla precarietà.
Per quanto riguarda la questione del DIRITTO ALLO STUDIO esigiamo politiche che siano realmente incisive. È ridicolo che a fronte di un 25% dei giovani a rischio povertà, il bilancio annuale dell’ARDSU sfiori a mala pena il tetto dei 10 milioni di euro. Considerando che la maggior parte di queste risorse servono per pagare le spese amministrative e del personale, solo circa 6 milioni vengono utilizzate a scopo sociale. di questi 2,5 milioni vengono utilizzati per l’erogazione delle borse di studio. Chiaramente questa cifra non copre quello che è il fabbisogno reale: gli aventi diritto, infatti, sono molti di più dei beneficiari. Gli alloggi universitari a Potenza ospitano soltanto 128 studenti, i quali spesso riscontrano disagi legati alla qualità dei servizi (lo dimostrano alcune petizioni di protesta firmate da studenti e consegnate agli uffici di presidenza dell’ARDSU ). Chiediamo di aumentare gli investimenti nel diritto allo studio affinché tutti gli aventi diritto possano usufruirne, di aumentare il numero di borse di studio da erogare, prevedere ulteriori posti letto nelle Case dello Studente, agevolare le condizioni dei pendolari e dei fuori sede e riconoscere in maniera più generale la condizione dello studente nella città facilitando l’accesso ai trasporti, agli eventi culturali e ricreativi. Punti questi del nostro programma elettorale che ha visto vincere a Potenza alle elezioni del CNSU la lista “A Sinistra in Movimento” con il 30% dei consensi.
Il Presidente De Filippo ha dichiarato pubblicamente che grazie al Patto con i Giovani 1000 ragazzi hanno trovato un impiego. Questo dato non ci risulta. Sappiamo invece che 576 aziende hanno fatto richiesta per 1000 posti di cui solo il 25-30% si tradurranno in assunzioni reali. Poiché si rischia di scemare nella propaganda e visto che non ci sono dati ufficiali ai quali fare riferimento chiediamo una valutazione di placement con valutatori indipendenti pagati dall’UE che fanno parte delle misure di accompagnamento dei programmi e sono necessarie al fine della trasparenza. Abbiamo il diritto di conoscere il numero effettivo delle persone che lavorano, la reale portata dell’impatto occupazionale e, soprattutto, la qualità dei livelli occupazionali, visto che il 38% dei giovani laureati che trovano occupazione in Basilicata non sono soddisfatti perché sotto-utilizzati rispetto alle competenza. Questo è il dato più alto in Italia (dati ISTAT 2005). Inoltre va ricordato che il 52% dei giovani laureati lucani trovano occupazione solamente fuori regione.
Un Patto con i Giovani che si rispetti, di questi tempi, dovrebbe essere innanzitutto un patto contro la precarietà: vincolare i sussidi alla creazione di posti di lavoro stabili, prevedere un’integrazione di reddito per i periodi di inattività, mantenere vive le esperienze lavorative e di formazione nelle fasi di transizione, immaginare forme di salario sociale per alleviare il disagio materiale e morale.
Ma il punto principale di critica che noi sentiamo di fare al Patto con i Giovani riguarda la totale mancanza di una programmazione strategica degli investimenti che possa essere di lungo periodo e parta dalla vocazione del territorio e dei giovani.
I dati parlano chiaro: 27000 sono i giovani disoccupati (36%), di questi 3000 non hanno alcun titolo di studio e 8000 solo la licenza media. Riteniamo prioritario che per questi venga attivato un piano di formazione e di riqualificazione professionale
Considerato che vanno inclusi anche 13000 diplomati e 3000 laureati ci chiediamo e chiediamo al governo regionale che fine faranno questi giovani, quali possibilità avranno, come la regione influirà per garantirne una occupazione reale e stabile.
A dire il vero l’unico dato che riusciamo a notare è che nei prossimi sei anni (2007-13) 4000 giovani a basso livello di istruzione usciranno dalla scuola per entrare nel mercato del lavoro; lo stesso vale per 12000 diplomati e 13800 laureati. Come si governeranno queste fasi di transizione, quali ulteriori patti verranno inventati per fingere di risolvere queste emergenze?
A noi interessa ragionare su questi dati, su dati vivi che chiedono una programmazione di prospettiva che si differenzi dall’elargizione di finanziamenti a pioggia ad un tessuto produttivo che per il 78% è fatto di micro-imprese fino a 10 dipendenti che non presenteranno nel tempo aumenti dell’offerta occupazionale. Parliamo di una programmazione integrata che si fondi sull’innovazione, e sulla valorizzazione del territorio.
Ci risulta che dai fondi FESR della programmazione 2007-13 soltanto 31 milioni su 300 sono destinati ad attività con contenuto occupazionale in linea con i livelli di istruzione universitaria. Risultato: 100-150 persone ne usufruiscono rispetto ai 2300 laureati che ogni anno escono dall’università.
Investendo nella ricerca, con contratti fino a quattro anni, considerando 2000€ al mese pro-capite con 170mln €, poco più della metà del FESR avremmo 1700 occupati in più.
Questo vuol dire programmare l’azione politica partendo dalle reali necessità dei giovani.
Per queste ragioni apriamo oggi una vertenza con l’amministrazione regionale, ponendo domande sui bisogni reali e per le quali attendiamo risposte immediate.
Ci chiediamo infine quale modello umano e di relazioni sociali, quale modello istituzionale la politica lucana ci sta offrendo oggi. Sono innanzitutto i giovani a chiedere altra umanità, altra civiltà, altro tipo di moralità a questa classe dirigente.
lunedì 18 giugno 2007
Lettera aperta ai bloggers ferrandinesi
Come iscritti al circolo del Partito della Rifondazione Comunista di Ferrandina, pensando di interpretare il sentimento degli altri iscritti e di tutti i nostri elettori e simpatizzanti, ci sentiamo in dovere di intervenire in merito ai numerosi post di utenti anonimi che sul blog ferrandinapensa&vota hanno deliberatamente infangato la nostra ideologia di riferimento e la nostra memoria storica, spesso attraverso una brutale opera di generalizzazione e di parziali ricostruzioni storiche.
Equiparare il comunismo e il nazifascismo, i partigiani e i fascisti, gli oppressi e gli oppressori, mischiando in un unico calderone foibe, lager, noglobal, brigate rosse, come è stato più volte fatto, vuol dire strumentalizzare
Ognuno è libero di dire quello che vuole, assumendosi apertamente le proprie responsabilità, ma non può certo far passare messaggi mistificatori per verità assolute!
Questo nostro intervento non vuole avere nessun intento censorio e nessuna pretesa di ricostruzione storica, cosa questa che non spetta certamente a noi: vogliamo solo specificare alcuni punti per una discussione più precisa e sgombra da ogni equivoco.
Comunisti erano:
Antonio Gramsci, il fondatore del PCI, uno dei padri del pensiero moderno europeo ed italiano;
Palmiro Togliatti, “il Migliore”;
Luigi Longo, il comandante “Gallo”, stratega della Resistenza italiana, presidente del Comitato di Liberazione Nazionale;
Umberto Terracini, il primo firmatario della Costituzione Italiana;
i 7 fratelli Cervi, martiri contadini della Resistenza fucilati dagli invasori tedeschi;
i siciliani che lottavano per le terre massacrati a Portella della Ginestra dal bandito Salvatore Giuliano, assoldato dalla CIA;
Luchino Visconti, Roberto Rossellini, Renato Guttuso, Carlo Levi, Cesare Pavese, Italo Calvino, Alberto Moravia, Leonardo Sciascia e i loro travagli artistici ed intellettuali;
Pier Paolo Pasolini, con il suo immenso talento e la sua diversità;
Pio
Enrico Berlinguer e la sua acclarata integrità morale;
Nilde Iotti, già partigiana e apprezzata Presidente della Camera dei Deputati;
comunisti sono Pietro Ingrao e Fausto Bertinotti, con i loro vecchi e nuovi incarichi istituzionali; Nichi Vendola, il suo moderno meridionalismo, la sua fede, la sua omosessualità.
Siccome sono in ballo le idee e le sensibilità di milioni di uomini e donne, pretendiamo nei vostri liberi discorsi serietà e onestà intellettuale: non dipingeteci per quello che non siamo!
Anche perché… non ci avrete mai come volete voi!
Pietro Monteleone
Nicola Agata
Nicola Monteleone
Ferdinando Eustazio
Alfonso Cancellara
Rosa Rivelli
Giuseppe Dubla
venerdì 15 giugno 2007
Partito della Sinistra Europea

Dalla Dichiarazione comune dei primi promotori della Sinistra Europea in Italia:
Proponiamo un nuovo modo di stare assieme: comunisti che hanno praticato un'innovazione politica di sinistra, a partire dalla scelta della nonviolenza, soggettività politiche della sinistra socialista e laburista che, criticando il liberismo, vogliono andare oltre le esperienze socialdemocratiche, credenti che dalle proprie ragioni di fede traggono motivi di radicale impegno sociale, donne e uomini impegnati in forze sindacali che hanno praticato esperienze nuove di conflitto e di relazione con i lavoratori, esperienze del femminismo, dell'ambientalismo critico, nei movimenti dei diritti civili e delle libertà contro la repressione e il proibizionismo, nei movimenti di comunità e nei comitati delle mille vertenze locali, dell'acqua, del territorio e così via, nei movimenti impegnati sul fronte della cultura, della libertà di espressione, della conoscenza come bene comune, in realtà del volontariato impegnato nella solidarietà e nella cooperazione, nel nuovo movimento pacifista, nei movimenti della varie pratiche della disobbedienza e del conflitto sociale, possono unirsi in un progetto comune che parta dal riconoscimento delle differenze e del rispetto dell'autonomia e dell'identità di ciascuno.
A tutte e a tutti questi, e alle donne e agli uomini che vogliono vedere sorgere presto in Italia una nuova sinistra capace di trasformare la società e di dare forza ed efficacia all’azione dei governi di cui possa fare parte, dando voce e rappresentanza ad interessi sociali alternativi, proponiamo il progetto della costruzione in tutti i territori delle case della sinistra e dei laboratori sociali, luoghi di cittadinanza, di partecipazione, di comunità.
giovedì 14 giugno 2007
Dubla risponde
Innanzitutto grazie per le attestazioni di stima e di fiducia che ricevo quotidianamente. Spero di non deludere le aspettative di quanti hanno creduto nel progetto di Uniti per Ferrandina. Sto prendendo confidenza con i meccanismi amministrativi, ma soprattutto sto riscontrando una grande voglia di partecipazione da parte dei cittadini. Questo è l'aspetto più gratificante ed emozionante di questa esperienza che sta iniziando. Ma veniamo ai fatti concreti. Per quel che riguarda gli impianti sportivi, è chiaro che bisogna avere un quadro complessivo dello stato dell'arte per poter elaborare un piano complessivo finalizzato alla risoluzione dei problemi. In primis c'è da risolvere il problema dell'agibilità dello stadio S. Maria, poi della fruibilità del palazzetto dello sport, per non parlare del campo dei Cappuccini con annessi spogliatoi ecc..
Ad oggi non posso sbilanciarmi in proposte che inevitabilmente si tradurrebbero in euro, poichè lunedi 18 giugno si terrà la prima giunta, per cui avremo un quadro complessivo dal quale partire. La mia idea è quella di dare soluzioni definitive a problemi antichi, per non disperdere denaro pubblico in progetti "tappa buchi" assolutamente temporanei. Ci sono proposte anche sul palazzetto dello sport che potrebbero trovare accoglienza e offrire soluzioni degne di questo nome. Ma, ripeto, non posso oggi assicurare questo o quello perchè abbiamo bisogno di fare i passi giusti nella direzione più giusta. Spero di poter essere più esauriente e dettagliato tra qualche giorno. Nel frattempo chiunque abbia in mente iniziative sportive, suggerimenti utili può contattarmi attraverso questo sito o venire in municipio
Vi saluto perchè ho il turno di notte che incombe!!!



